Adblock Plus contro Facebook: arriva un nuovo filtro capace di bloccare gli annunci

Grazie a un aggiornamento, l’ad blocker sarà ora in grado di analizzare più in profondità i post del social network, riconoscendo, e filtrando, i formati pubblicitari

di Alessandra La Rosa
27 settembre 2017
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Riprende la battaglia tra Adblock Plus e Facebook, cominciata ad agosto del 2016.

La scorsa estate, il social network di Menlo Park aveva annunciato diverse funzioni per permettere agli utenti di personalizzare gli annunci senza dare la possibilità di eliminarli del tutto (leggi qui la notizia). Una mossa chiaramente rivolta ad aggirare lo spettro degli ad blocker, a cui poi uno dei principali software di blocco della pubblicità, Adblock Plus, aveva risposto dopo pochi giorni con un nuovo aggiornamento dell’app. L’update consentiva di rimuovere gli annunci sul social, ma in qualche caso arrivava a bloccare anche la visualizzazione anche dei normali post di amici e pagine.

Adesso, la battaglia ha un nuovo capitolo. Adblock Plus ha annunciato infatti di aver lanciato un nuovo tipo di filtro, capace di distinguere la pubblicità dai normali post su Facebook. Grazie a questa novità sarà possibile, al momento solo su Chrome e Opera, verificare ogni tipo di post di Facebook e individuare quelli con le caratteristiche di un annuncio pubblicitario, per poi bloccarli.

Nello specifico, i nuovi filtri andranno ad analizzare più in profondità i post rispetto a prima. Nel blog post in cui annuncia la notizia, ABP fa notare come solitamente la maggior parte degli annunci sull’internet aperto è caratterizzato da elementi riconoscibili posti a livello superficiale. Ma su Facebook, che è un ambiente chiuso (“pensatelo come un country club privato, mentre il resto di internet – o la maggior parte di esso – è un parco pubblico” recita il blog post) e può sostanzialmente agire indipendentemente dal resto della rete, tali elementi sono stati posti più in profondità, e dunque resi più difficilmente riconoscibili con un normale filtro. L’aggiornamento di ABP consentirà invece di analizzare i “sub-elementi” posti sotto la superficie dell’annuncio, e riconoscere una campagna da un normale post.

Naturalmente, c’è da aspettarsi che Facebook risponderà anche a questa nuova mossa. Ma c’è altrettanto da aspettarsi che la community open-source di ABP non tarderà a replicare.

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