Accordo Twitter-Amazon per l’ecommerce: ora si acquista con un tweet

Nasce il sistema  #AmazonCart: consentirà agli utenti dell’ecommerce di Seattle di aggiungere prodotti al proprio carrello della spesa sul social network con un semplice hashtag

di Lorenzo Mosciatti
06 maggio 2014
twitter

Fare shopping, tra un cinguettìo e l’altro, si può: Twitter e Amazon hanno infatti siglato un accordo che consentirà agli utenti di fare acquisti utilizzando un semplice hashtag.

Il nuovo sistema, battezzato #AmazonCart, consente a quanti sono su Twitter di collegare il proprio account a quello che hanno su Amazon per aggiungere prodotti trovati sul social network al proprio carrello della spesa online.

«Aggiungilo ora, compralo più tardi» è lo slogan con il quale Amazon ha presentato in un video la nuova possibilità. In effetti, la funzione consente ai clienti del gruppo guidato da Jeff Bezos di selezionare i prodotti da acquistare scrivendo un tweet seguito dall’hashtag #AmazonCart (o #AmazonBasket nel Regno Unito). L’acquisto va poi finalizzato su Amazon.

Dunque, concretizzando un lavoro preparatorio iniziato da tempo (tanto da aver assunto un anno fa l’ex manager di Ticketmaster, Nathan Hubber, nel ruolo di head of commerce), Twitter apre all’ecommerce sul sito, dando una risposta forte anche ai brontolii degli analisti di Wall Street, preoccupati, nonostante il fatturato in forte crescita, dalle scarse garanzie offerte dal social network sul fronte dell’engagement.

Per contro Amazon (che secondo la ricostruzione di Bloomberg in cambio dell’accordo incrementerà notevolmente gli investimenti adv sulla piattaforma) avrà non solo una nuova piattaforma per presentare e promuovere il proprio scaffale, ma anche e soprattutto un grande “bacino” di reclutamento (255 milioni di utenti secondo i dati più aggiornati) da cui reclutare nuovi utenti per il suo negozio online.

Non che Amazon abbia bisogno di chissà quali rilanci. L’ultima trimestrale ha registrato un boom di vendite: +23% del fatturato a 19,74 miliardi di dollari dai 16,07 miliardi del periodo gennaio-marzo 2013. I profitti del gruppo di Seattle sono balzati del 18% a 108 milioni di dollari, pari a 23 centesimi ad azione.

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