YouTube incontra i creator al Pop-up Space. Marazzini: «Nuovi inserzionisti si avvicinano alla piattaforma»

È tornato a Milano il programma che fornisce formazione, supporto professionale e opportunità di networking alla comunità di autori e produttori di video. Le parole della Director Agency and Strategic Partnerships di Google Italia

di Cosimo Vestito
04 ottobre 2019
Paola Marazzini-youtube-popup space
Paola Marazzini

L’anima di YouTube risiede nei creator, tutti quegli autori e produttori di video che quotidianamente, con professionalità e creatività, danno il loro importante contributo alla crescita della piattaforma di Google, riuscendo, in alcuni casi, a fare della loro arte e della loro passione un vero e proprio mestiere.

Con questa consapevolezza, la società ha organizzato una nuova edizione di YouTube Pop-up Space, il programma di tre giorni ideato per fornire formazione, supporto professionale e networking a questa ricca e frizzante comunità di creativi. La tre giorni è tornata a Milano ma stavolta insediandosi al Base, ritenuto il luogo ideale per ospitare un evento che fa dell’originalità e della freschezza i suoi tratti distintivi.

«La nostra è una piattaforma viva e in costante evoluzione. Abbiamo allestito questo spazio per permettere ai creator di incontrarsi tra di loro e confrontarsi con altri professionisti. Nascono così momenti di condivisione e formazione, potremmo definirlo un laboratorio di esperienze», ha spiegato Paola Marazzini, Director Agency and Strategic Partnerships di Google Italia, in un incontro riservato alla stampa.

La piattaforma è in via di espansione anche nel nostro Paese, lo dimostrano i numeri. In Italia, infatti, YouTube conta 1.400 canali con più di 100 mila iscritti (in crescita del 50% tra 2018 e 2019) e 90 canali con oltre un milione di iscritti (+85% tra 2018 e 2019). In più, rispetto allo scorso anno aumenta di oltre il 60% il numero di canali con guadagni a sei cifre cresce, mentre sale l’attrattività dei nostri video: in media, oltre il 35% del watch time sui contenuti prodotti da creator italiani proviene da oltre confine.

«A fronte di questi continui cambiamenti, la nostra missione resta costante: dare a tutti la possibilità di esprimersi e valorizzare la propria creatività, promuovendo contemporaneamente la nostra comunità e l’autenticità che la contrassegna. Crediamo fortemente nel confronto tra opinioni differenti, perciò l’apertura continua a essere uno dei valori fondamentali della piattaforma, pur essendo consci che non tutti gli utenti che la popolano hanno intenzioni nobili. Sono sorti momenti di crisi a causa di una piccola parte dei nostri utenti, ma li abbiamo superati affrontando in maniera diretta le problematiche che abbiamo incontrato nel nostro cammino», ha sottolineato Marazzini.

YouTube ha infatti assunto 10 mila persone per intervenire nei casi in cui si verifichino violazioni delle politiche della piattaforma, una squadra costantemente attiva, con un’elevata capacità di reazione e supportata da algoritmi di machine learning, a cui si aggiungono strumenti per segnalare breaking news e demonetizzare determinati video in casi eccezionali. La messa in sicurezza dei contenuti, infatti, è fondamentale per fornire garanzie agli investitori pubblicitari: «Inserzionisti e centri media hanno a disposizione tutti gli strumenti e le tecnologie necessarie per far comparire i marchi in contesti appropriati, in ottemperanza al criterio che noi definiamo brand suitability», ha aggiunto Marazzini.

“Efficient reach in a relevant environment with effective creativity”: così la Director Agency and Strategic Partnerships di Google Italia ha sintetizzato i benefici di YouTube in relazione alle esigenze dei brand.

«L’efficienza si realizza sia in termini di dimensioni del pubblico della piattaforma, sia in termini di prezzi, che tengono in considerazione quelli della televisione. E non bisogna incappare nell’errore di considerare YouTube appannaggio esclusivo dei giovani, perché oltre il 68% degli utenti ha più di 35 anni, una fetta di pubblico più matura che è comunque di interesse per le aziende. Oltre a questo, gli inserzionisti possono disporre di formati pubblicitari diversi a seconda degli obiettivi media prefissati. La rilevanza del contesto si realizza in quanto l’utente è raggiunto dal messaggio pubblicitario quando il suo grado di attenzione e interesse nei confronti del contenuto è alto, ma anche per merito delle nostre capacità di targettizzazione», ha raccontato Marazzini.

L’efficacia della creatività, invece, riguarda in modo particolare il rapporto di quest’ultima con la tecnologia. Un connubio che ha creato valore per i marchi ma anche per i creativi: i primi hanno potuto confezionare messaggi sempre più dinamici e personalizzati in base ai video prodotti, i secondi hanno potuto diversificare e arricchire la loro offerta editoriale. «I creator godono di sempre maggiore considerazione da parte delle aziende grazie alla loro riconosciuta abilità di dialogare con il pubblico. E quando i brand riescono a comprenderlo, accentando allo stesso tempo tono di voce e stile del creator di riferimento, allora si creano sinergie molto redditizie, le relazioni tra youtuber e marchi maturano, nascono reali percorsi di business e nuovi, fruttuosi rapporti con il consumatore. Si tratta di un fenomeno che osserviamo anche in Italia», ha dichiarato la manager, che ha colto l’occasione per annunciare lo sbarco in Italia della sezione Fashion di YouTube, un verticale, non ancora monetizzabile, dedicato ai contenuti sulla moda e da cui la divisione locale della società si aspetta buoni risultati.

Nel frattempo, nel nostro Paese, in ambito pubblicitario, YouTube sta registrando un allargamento della pletora dei suoi inserzionisti: «Alle aziende che hanno da subito colto il potenziale della piattaforma, includendola nelle loro strategie di comunicazione per fare branding, si stanno affiancando realtà, appartenenti ad altri settori merceologici, che utilizzano gli strumenti di YouTube per fare performance», ha concluso Marazzini.

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