WhatsApp, dall’anno prossimo pubblicità sulle Stories. Ma resta il nodo privacy

L’applicazione di messaggistica, che sotto le pressioni di Facebook si prepara a mutare radicalmente il suo modello di business, rilascerà inoltre nuovi strumenti per i clienti inserzionisti

di Cosimo Vestito
04 ottobre 2018
whatsapp-logo

Dall’anno prossimo, per la prima volta nella sua storia, WhatsApp ospiterà pubblicità.

Secondo quanto rivelato a Forbes dal co-fondatore dell’applicazione, Brian Acton, gli annunci saranno inseriti all’interno delle Stories, la funzione che permette di condividere con la propria rubrica di contatti immagini e video effimeri. Un’altra novità riguarda i clienti business della app di messaggistica, ossia le aziende, a cui saranno forniti ulteriori strumenti pubblicitari.

Questi aggiornamenti – voluti fortemente da Facebook che di Whatsapp è proprietaria dal 2014 – marcano un cambiamento profondo nella natura stessa dell’applicazione, che i fondatori avevano originariamente concepito come una piattaforma essenzialmente gratuita, basata sul criptaggio delle conversazioni e svincolata dalle logiche pubblicitarie.

E proprio per queste divergenze circa il modello di business della società Acton, come da lui stesso dichiarato, ha abbandonato WhatsApp a settembre 2017. Un’altra motivazione all’origine delle sue dimissioni sono stati i sospetti che Facebook fosse intenzionata ad aggirare il criptaggio della messaggistica al fine di erogare inserzioni personalizzate.

Un portavoce del social network di Mark Zuckerberg ha assicurato che la società non ha in programma di cambiare il suo approccio rispetto alla riservatezza delle conversazioni ma, d’altra parte, ha confermato l’intenzione di vendere agli inserzionisti nuovi strumenti per chattare con gli utenti consumatori.

Ad ogni modo, almeno sul fronte della privacy, l’evoluzione dei piani di Facebook continuerà a essere seguita con attenzione. Gli esperti interpellati da Forbes hanno infatti segnalato che, nonostante i sistemi di criptaggio, sarebbe ancora tecnicamente possibile per il social network risalire alle parole chiave che le persone usano nei loro scambi su WhatsApp, e usarle poi per consentire alle aziende di diffondere pubblicità targettizzata.

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