Snapchat delude le aspettative: gli utenti crescono solo del 36%

Il fatturato della società ha toccato quota 149,6 milioni di dollari, mancando le previsioni degli analisti, che davano 159 milioni. Intanto la pressione di Facebook si fa sempre più sentire

di Alessandra La Rosa
11 maggio 2017
snapchat

Delude le aspettative il primo bilancio di Snapchat dalla sua recente quotazione, relativo al primo trimestre 2017.

Il fatturato della Snap Inc. ha toccato quota 149,6 milioni di dollari, crescendo del 286% rispetto ai 39 dell’analogo periodo dello scorso anno, ma mancando le previsioni degli analisti, che stimavano il raggiungimento dei 159 milioni. La società ha inoltre registrato perdite nette di 2,2 miliardi di dollari.

Quello che preoccupa di più gli investitori però, e che nasconde dubbi sul futuro a lungo termine della piattaforma social, è la crescita dell’utenza: Snapchat ha aggiunto “solo” 8 milioni di nuovi utenti giornalieri nei primi tre mesi dell’anno, una crescita del 36% contro quella del 52% registrata nel Q1 2016. Attualmente gli utenti attivi giornalieri del social sono 166 milioni, contro i 122 dell’anno scorso.

Dopo il rilascio della trimestrale le azioni di Snap Inc. sono arrivate a cedere oltre il 23% nel “dopo mercato” successivo alla chiusura serale di Wall Street, arrivando a 17 dollari circa, un vero e proprio crollo rispetto al valore con cui i titoli hanno debuttato nel giorno della quotazione, circa 24,48 dollari.

Il CEO Evan Spiegel ha parlato brevemente durante la call di bilancio, sottolineando gli sforzi compiuti dal social network negli ultimi mesi lungo tre direttrici, «performance, qualità ed automazione» ed alcuni suoi successi. Tra questi, il manager ha citato l’aumento del numero di messaggi (i cosiddetti Snap) inviati tramite la piattaforma ogni giorno, passati da 2,5 miliardi del precedente trimestre ai 3 miliardi, o il recente lancio del motore di ricerca all’interno delle Stories che consente di cercare storie in base a determinati temi (aprendo di fatto anche nuove opportunità pubblicitarie). Spiegel ha inoltre sottolineato che i primi tre mesi dell’anno hanno visto un grosso impegno della società sul «miglioramento della qualità dell’app», soprattutto su Android, risolvendo dei problemi che, alla fine del 2016, avevano avuto negative ripercussioni sull’aumento dell’utenza.

In effetti, non c’è dubbio che negli ultimi tempi Snapchat abbia migliorato la propria offerta, sia da un punto di vista “editoriale” che pubblicitario. Giusto pochi giorni fa il social ha annunciato una grossa novità sul lato adv: il lancio della piattaforma Ad Manager, che consente ai brand di pianificare campagne in modalità self-service sul social network e che di fatto apre le porte di Snapchat a nuovi inserzionisti, soprattutto PMI (leggi qui l’articolo). Durante la call di bilancio, Imran Khan, chief strategy officer di Snap e a capo del business pubblicitario, ha citato questa tra le principali novità del social network, insieme all’enfasi che l’azienda sta dando ultimamente al programmatic advertising.

Purtroppo, però, sembra che le novità pubblicitarie non bastino a rendere più serena la situazione del social, soprattutto vista le sempre più immanente presenza alle spalle di Facebook ed Instagram, l’uno con il lancio delle sue Stories, a cui si aggiungono Messenger Day e WhatsApp Status, tutti format fin troppo simili alle Stories della piattaforma di Spiegel &Co, l’altro con il recente raggiungimento dei 200 milioni di utenti al giorno (un netto sorpasso sull’utenza di Snapchat), e con il lancio di nuovi funzioni per chat “effimere”, proprio come quelle che hanno reso famoso il social del fantasmino.

Spiegel, tuttavia, non sembra preoccuparsi della concorrenza. Quando gli è stato chiesto, durante la call, se era preoccupato del fatto che Facebook stesse copiando le sue idee, il manager ha risposto con una sonora risata: «Solo perché Yahoo ha una casella di ricerca, non vuol dire sia Google».

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