LovBy, l’action platform che in 1 anno ha raggiunto 22 milioni di persone

Il ceo e founder Fabrizio Rametto fa il punto sul posizionamento e i risultati della piattaforma

di Lorenzo Mosciatti
29 marzo 2017
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LovBy, quella che ieri era una delle realtà emergenti nel panorama dell’advertising online italiano, in solo un anno di attività si afferma come un canale di comunicazione che raggiunge 22 milioni di consumatori, con oltre 80.000 nanoinfluencer attivi sui principali social network. L’audience raggiungibile con l’attività dei brand lover di Lovby è oggi pari all’81% degli utenti Facebook Italia e al 72% degli utenti Instagram Italia, seguiti da Twitter, Youtube e Google Plus.

Passiamo in media 3 ore al giorno sui social network, producendo contenuti che vengono valorizzati unicamente dall’impero della Silicon Valley. Noi utenti siamo diventati ignari ‘schiavi digitali’. Noi condividiamo pezzi della nostra vita, diventiamo reporter, commentatori, produciamo video e cosa guadagniamo per tutto ciò? Solo qualche like per rafforzare il nostro ego. Lovby nasce per ridistribuire questa ricchezza, per far arrivare agli utenti una parte del budget pubblicitario che le aziende stanziano ogni anno. Siamo una sorta di Robin Hood digitale che ‘sottrae’ alla Silicon Valley per distribuirlo ai chi popola i loro social network”. A parlare è Fabrizio Rametto, Ceo e Founder della piattaforma Lovby.

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Fabrizio Rametto

E’ qui che LovBy dimostra di aver intercettato il trend del momento, rendendo gli utenti ambasciatori dei loro brand preferiti e influencer nella quotidianità. LovBy connette le aziende con i loro Brand Lover attraverso la proposizione di missioni, social e non social, da svolgere. Le aziende possono così comunicare attraverso la voce dei loro clienti più affezionati, i consumatori possono dimostrare la validità di un prodotto/servizio perché lo hanno realmente provato. “Un marchio non è più ciò che dice di essere, ma ciò che i suoi consumatori dicono di lui”, ha detto Scott Cook, Ceo of Intuit.

Si assiste quindi ad un cambio di prospettiva che, così come confermato dalla ricerca Wave 9: The Meaning of Moments di Um, mostra che questo “popolo sui social network” sta rendendo il mondo digitale sempre più influente. Il 53% degli utenti dei social media infatti concordano sul fatto di essere influenzati da opinioni condivise online, percentuale che raggiunge il 60% nella fascia di età tra i 25 ed i 34 anni: i Millennials.

LovBy fa breccia tra Millennials, Generazion X e Baby Boomers

La generazione dei Millennials, prima vera generazione digitale e globale, rappresenta il 44% dell’audience di LovBy e, nonostante si tratti di una generazione iperconnessa con infinite possibilità di acquisto online, l’aspetto di loyalty è per loro di centrale importanza. Secondo una ricerca di Elite Daily, infatti, solo l’1% dei Millennials è influenzato dalla pubblicità, che reputano non autentica, mentre al primo posto pongono la fiducia verso il brand.

La Generazione X, ovvero coloro che hanno un’età compresa tra i 37 e i 54 anni, rappresenta il 37% dell’audience di LovBy. Questi “acquisiti digitali” che hanno contribuito allo sviluppo del web, oggi hanno ormai totale dimestichezza con i mezzi di comunicazione e la filosofia digital. Lo studio Digital in 2017 rivela infatti come i social media non siano più soltanto di interesse dei più giovani, ma si siano trasformati in strumento di informazione e comunicazione alla portata di tutti. La generazione dei Baby Boomers, il target over 54, rappresenta infatti il restante 19% dell’audience di LovBy.

Con una composizione pari al 58% di donne ed il 42% uomini, Lovby conferma le indagini demografiche condotte dal Pew Research Center che dimostrano come il target femminile stia assumendo un ruolo sempre più dominante sui social network. E’ importante considerare che ogni utente in LovBy diventa una micro televisione che ha un’audience molto precisa definita dai suoi amici. E’ una televisione autentica, efficace, non mediata da altri messaggi, che propone il suggerimento per un prodotto o un brand che si ama.

“Perché noi consumatori preferiamo le aziende che esprimono i nostri stessi valori”, commenta Beatrice Pagliughi, Marketing Manager LovBy -. Perché ciò che ci appassiona, cosa indossiamo, cosa mangiamo, da quali oggetti ci facciamo coccolare sono scelte che raccontano chi siamo e quando ci fanno stare bene le condividiamo con i nostri amici. Tutto ciò significa essere nanoinfluencer o Brand Lover. Ora le aziende, attraverso LovBy, hanno la possibilità di parlare attraverso la voce dei propri Brand Lover mettendo insieme tante piccole televisioni ma raggiungendo un audience enorme”.

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