Su Instagram bene l’adv. Entro febbraio il roll-out di due nuove funzionalità

Alberto Mazzieri e Stefano Cirillo di Facebook/Instagram fanno il punto sul futuro dell’adv sul social che ha dato potere alle immagini. In arrivo il contatore di visualizzazioni dei video e la funzione account switching

di Teresa Nappi
16 febbraio 2016
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A circa sei mesi dall’annuncio che ha ufficialmente aperto le porte di Instagram agli advertiser, è già possibile fare un primo bilancio sugli andamenti della piattaforma in termini di performance delle campagne pianificate.

Un bilancio positivo, comunica alla stampa il management italiano del social network parte della grande famiglia Facebook. La reattività degli spender alla novità comunicata lo scorso settembre è stata immediata: non a caso, in successione alquanto serrata, la social mobile app – nel corso degli ultimi mesi – ha annunciato importanti evoluzioni. Dal lancio della piattaforma per pianificare su Instagram in modalità self-service avvenuto circa 5 mesi fa (all’inizio si utilizzava la piattaforma Facebook), si sono susseguiti i roll-out dei tool che hanno abilitato la pianificazione di video della durata di 30 secondi e poi quelli che hanno abilitato alla distribuione sul social, che ad oggi conta a livello globale ben oltre 400 milioni di utenti (di cui il 75% al di fuori degli Stati Uniti), di video, o mini-film, della durata di 60 secondi. Ma anche l’annuncio dell’Instagram Partners Program che sta riscuotendo importanti adesioni e consensi.

Febbraio 2016 però vede poi in attivo altri due importanti annunci: il lancio del contatore di visualizzazioni del video (che Instagram considera visto solo al trascorrere dei 3 secondi) posto sotto ogni filmato e l’attivazione della funzione “Swich” tra diversi account: «Funzione molto utile per gli utenti che hanno diversi account, ma anche per cui per lavoro e per fare business sui social si trova nella condizione di dover gestire diversi profili», spiega Alberto Mazzieri, Sales Manager Facebook – Instagram per l’Italia.

Ma non solo. In Instagram l’impegno costante è rendere i brand autonomi nelle pianificazioni. Un obiettivo che ha chiamato il social, che tra l’altro in Italia conta – secondo dati Audiweb relativi a dicembre 2015 – ben oltre i 6 milioni (6,386 mln) di unique viewers al mese, a un crescente impegno per mettere a disposizione degli advertiser tool per un targeting preciso e in linea con gli obiettivi del brand, e per una misurazione delle performance della campagna dettagliati.

«Senza misurazione, una bella storia non ha comunque il valore che merita», dichiara Stefano Cirillo, Regional Measurement Lead di Facebook. Ecco che dunque Reach, Brand Resonance e Reaction diventano voci fondamentali per pianificare, ma anche per ottimizzare la propria comunicazione sul social.

A tale proposito, un’indagine condotta da Nielsen ha rivelato, analizzando il ricordo di una stessa campagna pianificata su più piattaforme social tra cui Instagram, che su circa 700 campagne analizzate, il 98% ha generato un ricordo mediamente superiore del 18% sulla social mobile app, 2,8 volte più efficace rispetto alle performance registrate dall’Istituto di Ricerca sugli altri network.

da sinistra: Alberto Mazzieri e Stefano Cirillo

Anche a fronte di questi risultati, le pianificazioni su Instagram, ci spiegano i manager, sono aumentate in modo esponenziale nel corso di questi mesi, non solo grazie agli strumenti messi a disposizione, ma anche e soprattutto per l’appealing che esercita il tipo di comunicazione – che gioca sul potere delle immagini – sugli utenti. Se poi a questo aggiungiamo la possibilità di distribuire il proprio contenuto sia su Instagram sia su Facebook, la potenza di questi strumenti sul fronte pubblicitario diventa di alto livello.

Le performance delle campagne e il ROI ottenuto sono dunque nettamente superiori alle aspettative: «Carrera per esempio – spiega Cirillo – ha potuto vedere sulla campagna “Change is Easy” pianificata su Instagram un aumento di 41 punti percentuali del ricordo dell’adv e di 11 punti percentuali la campaign awareness rispetto ad altre piattaforme pianificate».

Come Carrera, anche Illy e Just Eat (che ha pianificato una campagna per invitare gli utenti a scaricare e usare la propria app) hanno registrato risultati di tutto rispetto, cosa che ci spinge a pensare che non tarderanno ad aumentare non solo la varietà di campagne presenti, ma anche degli advertiser stessi che a livello globale si attestano ad oggi sui 2,5 milioni.

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