Google chiude Google+ per un bug sulla sicurezza

Resteranno attivi i profili aziendali. BigG annuncia anche l’introduzione di nuovi strumenti per la privacy per gli account Google

di Caterina Varpi
09 ottobre 2018
Google-hq

Google ha deciso di spegnere Google+. Il social network, che non ha mai riscosso molto interesse da parte degli utenti, è stato al centro di un problema che ha potenzialmente esposto i dati di mezzo milione di persone ad un uso improprio da parte di terzi. Da qui la decisione di Mountain View di porre fine al progetto per i consumatori.

Secondo il Wall Street Journal che ha dato per primo la notizia nella giornata di ieri, la decisione è legata ai timori di danni alla reputazione e soprattutto al rischio di attirare l’attenzione delle autorità di regolamentazione come accaduto a Facebook per il caso Cambridge Analytica. In seguito alla notizia il titolo di Google è crollato in borsa.

Un blog post ufficiale di BigG spiega come a causa di un problema di software, è stato dato accesso potenziale agli sviluppatori esterni ai dati degli utenti tra il 2015 e il marzo 2018, quando Google ha scoperto e risolto il bug. A essere esposti sono informazioni come nome, indirizzo e-mail, professione, sesso ed età. Il comunicato riferisce che non ci sono prove di un effettivo utilizzo improprio dei dati.

BigG parla di un utilizzo e un coinvolgimento bassi da parte degli utenti sulla piattaforma che per funzionare nel rispetto della privacy necessita di controlli alle Api e ai dati difficili da mantenere: il 90% delle sessioni utente di Google+ è inferiore a cinque secondi. Il social sarà attivo ancora per i prossimi dieci mesi e saranno annunciate in seguito le modalità con cui scaricare i propri dati. Resteranno vivi i profili aziendali che hanno riscosso più successo e hanno altre impostazioni per il controllo dei dati e per cui saranno lanciate nuove funzionalità.

Presto nuovi strumenti per la privacy degli account Google e Gmail

La nota annuncia anche l’introduzione di nuovi strumenti per la privacy.

Per prima cosa, quando una app chiede l’accesso alla sua piattaforma con i dati degli account Google saranno richiesti autorizzazioni più dettagliate e non, come ora, in un’unica schermata. Inoltre, Google è al lavoro per aggiornare la pagina di Policy sui dati per l’Api di Gmail per limitare le app che possono richiedere l’autorizzazione ad accedere ai dati dell’utente. Le applicazioni dovranno inoltre accettare nuove regole sulla gestione dei dati di Gmail e saranno valutate in fatto di sicurezza. Saranno, infine, limitate le app che chiedono l’autorizzazione ad accedere ai dati del telefono di un utente, come il registro delle chiamate o i dati Sms.

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