Facebook, presto più informazioni agli utenti sui dati usati nelle campagne pubblicitarie

A partire dal 27 febbraio, sarà aggiornata la funzione “Perché visualizzo questa inserzione?”. Intanto, la Germania limita la raccolta dei dati e nel nostro Paese si conclude l’istruttoria da parte del Garante per la privacy per le elezioni del 2018

di Caterina Varpi
07 febbraio 2019
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Facebook punta ancora a migliorare la trasparenza per quanto riguarda il targeting degli annunci presenti sul social network con l’introduzione di maggiori informazioni per aiutare le persone a capire meglio perché stanno visualizzando determinate inserzioni e come vengono utilizzate dagli inserzionisti le Custom Audiences.

Quest’ultima è una soluzione di Facebook che rende possibile la creazione di segmenti di pubblico incrociando i dati della piattaforma con informazioni di prima parte delle aziende, come liste di indirizzi email, numeri di telefono e altro. Questi segmenti vengono poi utilizzati dai brand per acquistare spazi targettizzati sul social e sulle sue property.

A partire dal 27 febbraio gli utenti potranno avere accesso a più informazioni su chi sta usando le informazioni sugli utenti a fini pubblicitari. La novità, annunciata da un post di Facebook Advertiser Hub, riguarda un aggiornamento della funzione “Perché visualizzo questa inserzione?“, a cui è possibile accedere dall’angolo in alto a destra di qualsiasi post sponsorizzato.

Da fine mese ogni utente potrà sapere quale azienda o agenzia ha usato l’indirizzo email o il numero di telefono di una persona per individuarla su Facebook in modo da mostrarle uno spot, in che data lo ha fatto e anche quando ha eventualmente condiviso quelle informazioni di contatto con altre aziende o agenzie.

Al momento, la feature permette di venire a conoscenza solo di alcune informazioni sull’azienda che paga l’inserzione e sul target demografico.

Prosegue quindi l’impegno di Facebook verso una maggior trasparenza verso gli utenti, dopo gli scandali che hanno coinvolto la società in passato, tra cui quello relativo a Cambridge Analytica.

La Germania limita la raccolta dei dati

Intanto, Menlo Park non è la sola a muoversi in difesa della privacy degli utenti. L’antitrust tedesca ha stabilito, infatti, che Facebook, in Germania, potrà continuare a raccogliere dati dei propri utenti ricavati da altri siti e app solo con il consenso degli interessati. La decisione riguarda anche i dati ricavati da altre app del colosso social, come Instagram. Facebook ha annunciato che presenterà ricorso.

L’autorità tedesca ha dato alla società un mese per impugnare questa decisione, che arriva dopo un’indagine durata tre anni. Se l’appello non andrà a buon fine, Facebook dovrà garantire che i dati non vengano trattati senza consenso entro i prossimi quattro mesi.

In Italia si conclude l’istruttoria da parte del Garante per la privacy per le Politiche 2018

Il Garante per la privacy ha chiuso l’istruttoria avviata nei confronti di Facebook in occasione del caso Cambridge Analytica. In particolare è stato ritenuto “illegittimo il trattamento di dati personali dei cittadini italiani realizzato da Facebook” attraverso il prodotto Candidati installato sulla piattaforma del social network in occasione delle elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Al termine delle verifiche effettuate è risultato che i dati dei cittadini italiani sono stati trattati in modo illecito, in assenza di idonea informativa e di uno specifico consenso.

Pertanto il Garante ne ha vietato l’ulteriore trattamento e si è riservato di avviare un procedimento sanzionatorio.

In risposta alla decisione del Garante per la protezione dei dati personali, un portavoce di Facebook dichiara: “Stiamo esaminando la decisione del Garante per la protezione dei dati personali e risponderemo a breve”. Inoltre, la società presenta il servizio “Candidati” come una risorsa utile per gli elettori in Italia: “Lo scorso anno, in vista delle elezioni politiche 2018 in Italia, abbiamo lanciato “Candidati”, uno strumento pensato per favorire il coinvolgimento delle persone nelle elezioni e far conoscere meglio i partiti e i candidati locali. Questo strumento ha permesso agli utenti, non solo di scoprire i candidati del proprio collegio elettorale e le loro posizioni su temi rilevanti, ma anche di trovare informazioni sulle nuove modalità di voto e sui programmi dei diversi partiti e movimenti politici. “Candidati” è stato realizzato con un ampio coinvolgimento della società civile e conteneva anche il video tutorial ufficiale sulle nuove modalità di voto, realizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero dell’Interno. Siamo convinti che “Candidati” sia stata una risorsa preziosa per gli elettori in Italia e stiamo lavorando con il Garante per la protezione dei dati personali per comprendere meglio le sue obiezioni”.

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