Facebook potenzia gli strumenti contro il revenge porn

Il social network lancia una nuova tecnologia di rilevamento basata sull’AI e un centro di risorse online per aiutare le persone quando subiscono questo tipo di abusi

di Caterina Varpi
15 marzo 2019
facebook

Facebook annuncia nuove iniziative e strumenti per il rilevamento di immagini intime condivise senza autorizzazione sul social network. Si tratta di una nuova tecnologia di rilevamento basata sull’AI e un centro di risorse online per aiutare le persone quando subiscono questo tipo di abusi.

In precedenza, il social rimuoveva le immagini intime non consensuali quando venivano segnalate e usava la tecnologia del photo-matching per evitare che venissero condivise nuovamente.

“Trovare queste immagini va oltre il rilevamento della nudità sulle nostre piattaforme. Grazie all’apprendimento automatico e all’intelligenza artificiale, ora siamo in grado di rilevare in modo proattivo immagini o video che vengono condivisi senza autorizzazione su Facebook e Instagram. Ciò significa che possiamo trovare questi contenuti prima che qualcuno li segnali, il che è importante per due motivi: spesso le vittime hanno paura di ritorsioni, per cui sono restie a segnalare il contenuto stesso, o non sono consapevoli che il contenuto è stato condiviso. Delle persone appositamente formate del nostro team di Community Operations esamineranno i contenuti individuati dalla nostra tecnologia. Se un’immagine o un video viola i nostri Standard della Comunità, lo rimuoveremo e nella maggior parte dei casi disabiliteremo anche gli account che condivideranno contenuti intimi senza autorizzazione. Offriamo la possibilità di fare appello se qualcuno ritiene che abbiamo commesso un errore”, spiega Antigone Davis, Global Head of Safety di Facebook, nella nota stampa.

Queste novità si aggiungono al programma pilota di Facebook gestito in collaborazione con le organizzazioni a sostegno delle vittime.

Inoltre, il social network sta lanciando “Non senza il mio consenso“, un centro di supporto alle vittime all’interno del Safety Center, sviluppato insieme ad esperti.

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