Facebook integrerà le sue piattaforme di messaggistica. Cosa cambierà per gli inserzionisti?

L’unificazione della piattaforma tecnologica delle chat di Messenger, WhatsApp e Instagram avverrà, con ogni probabilità nel 2020 e lo stadio dei lavori è soltanto all’inizio

di Caterina Varpi
01 febbraio 2019
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Facebook si sta preparando a integrare le sue piattaforme di messaggistica. Whatsapp, il sistema presente su Instagram e Messenger continueranno a esistere singolarmente ma saranno attive su un’unica infrastruttura tecnologica, consentendo ad esempio a un utente di Messenger di scrivere a un utente di Whatsapp.

Lo ha rivelato il New York Times qualche giorno fa (ne abbiamo parlato qui) e l’informazione è stata commentata dal fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, in occasione della presentazione dei dati della trimestrale della società, che sono andati oltre le attese, con la crescita di utenti e ricavi (leggi l’articolo): per quanto riguarda Instagram, ad esempio, la metà dell’utenza, composta da un miliardo di persone, usa le Storie mentre 2,7 miliardi di persone usano una delle app di Facebook ogni mese. Attualmente, 2 milioni di inserzionisti comprano spazi pubblicitari nelle Storie in tutti i social che fanno capo a Menlo Park.

Il manager ha parlato di diverse novità in arrivo nel 2019 per Instagram, WhatsApp e Messenger, come il rilascio di diverse funzionalità per migliorare l’esperienza degli utenti, a seguito dei problemi di sicurezza riscontrati nel corso del 2018. Inoltre, ha specificato che l’unificazione della piattaforma tecnologica delle chat di Messenger, WhatsApp e Instagram avverrà, con ogni probabilità nel 2020 e che lo stadio dei lavori è soltanto all’inizio. Il fine di questo progetto, sarebbe, a detta di Zuckerberg, quello di rendere più semplici le comunicazioni fra le persone aumentando il coinvolgimento degli utenti nell’ecosistema di Facebook.

Ma cosa cambierà per gli inserzionisti? La notizia della mossa del social network ha sollevato molte domande sull’impatto che questa operazione avrà sul fronte pubblicitario.

Secondo gli analisti di eMarketer Analyst Insight, l’intento di Zuckerberg sembrerebbe essere quello di presentare come più appetibile agli investitori pubblicitari l’uso combinato delle sue piattaforme rispetto ai singoli social, sia dal punto di vista dei numeri sia per una maggiore semplicità di targetizzazione degli utenti e di pianificazione delle campagne.

Negli ultimi mesi, infatti, Facebook ha evidenziato meno i numeri relativi alle basi utenti di ogni app e di più quelli relativi all’uso combinato dei social. Nell’ultima trimestrale, Facebook ha riportato che 2,7 miliardi di persone usano una delle sue app ogni mese, come anticipato sopra.

Per il 2019, eMarketer prevede che Facebook arriverà a oltre 67 miliardi di entrate pubblicitarie in tutto il mondo, ma sta crescendo più lentamente rispetto al passato. Menlo Park ha dichiarato che la messaggistica è uno dei tre pilastri che sarà utilizzato per aumentare le entrate pubblicitarie, assieme al video e alle Storie. Se la forza del video è stata più volte sottolineata, tanto che eMarketer stima che questo formato rappresenterà il 31% delle entrate pubblicitarie americane di Facebook, le opportunità di monetizzazione dalle chat e dalle storie sembrano essere per il momento meno elevate. La società è già al lavoro su questo fronte: ha infatti già ottimizzato il back-end del proprio sistema di acquisto degli annunci. Quando un inserzionista utilizza Facebook Ads Manager ha la possibilità di selezionare una o più posizioni per i suoi annunci, dal feed di Facebook al feed di Instagram, dalle storie al video in-stream a Messenger e altro ancora. A questi dovrebbero anche unirsi quest’anno i formati di WhatsApp, su cui dovrebbe arrivare a breve la pubblicità.

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Aumentando gli spazi degli annunci, per gli advertiser è sempre più difficile scegliere e raggiungere i propri target di riferimento sulle piattaforme di proprietà di Facebook. Con l’integrazione delle piattaforme, si potrebbero combinare, ad esempio, i dati relativi ad un utente WhatsApp, con le informazioni della stessa persona provenienti dalle altre app di messaggistica, in modo da facilitare la targettizazione degli utenti nel suo intero ecosistema.

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