Facebook espande Audience Network: l’adv raggiunge anche chi non ha un profilo

Con questo potenziamento, il social conferma la sua attenzione strategica nei confronti della piattaforma. Intanto, dopo la chiusura di FBX, anche l’ad exchange video LiveRail è prossimo alla dismissione

di Alessandra La Rosa
27 maggio 2016
Facebook

Da oggi attraverso Facebook sarà possibile veicolare pubblicità verso tutti gli utenti web, inclusi quelli che non hanno o non usano un profilo sul social network.

A due anni dall’introduzione di Facebook Audience Network, con cui finora era possibile per gli inserzionisti “estendere” la portata degli annunci su Facebook verso un network di siti ed applicazioni esterni ai confini del social, e dopo l’opportunità di estendere la reach degli annunci video introdotta qualche giorno fa (leggi l’articolo dedicato), Facebook ha annunciato un’espansione della piattaforma: “da oggi – ha annunciato Andrew Bosworth, VP, Ads and Business Platform della società di Menlo Park – espanderemo Audience Network affinché gli editori e gli sviluppatori possano proporre pubblicità di migliore qualità a tutti gli utenti, inclusi quelli che non possiedono o utilizzano un profilo Facebook”.

Nuovi competitor per Facebook

In un modo non molto diverso da come ha fatto Google con AdSense, Facebook comincerà dunque a monetizzare tramite tutti quegli utenti non presenti sul social, di cui tuttavia carpisce informazioni utili per il targeting ogni volta che visitano siti con tecnologia Facebook, ad esempio quelli con il pulsante “Like”. Un bacino molto più vasto dei suoi attuali 1,6 miliardi di utenti al mese comunicati nell’ultima trimestrale (qui l’articolo dedicato).

La novità mette dunque in competizione Facebook non solo con il già citato AdSense, ma anche con tutti quei player che osservano e targettizzano gli utenti, come fa notare il sito AdAge, riportando una dichiarazione di Bosworth in cui il manager sottolinea un importante vantaggio di Facebook rispetto alla concorrenza: «Dal momento che capiamo le persone in generale, possiamo utilizzare tutte le cose che abbiamo imparato sul marketing people-based per mostrare agli utenti pubblicità basate sulle informazioni che abbiamo a disposizione su di essi. Penso che questo sia un grosso vantaggio competitivo rispetto alle altre società che fanno questo tipo di lavoro». Ma se è facile conoscere i propri utenti, non sempre lo è per quelli che non hanno un account: un limite riconosciuto dal manager, che a tal proposito ha precisato che nel caso in cui Facebook non dovesse avere abbastanza informazioni rilevanti su una determinata persona, non la includerà nell’Audience Network.

Più controllo per gli utenti

L’annuncio della novità, effettuato tramite il blog in un post dal titolo “pubblicità migliore per tutti”, è accompagnato da un maggiore set di funzionalità messe a disposizione degli utenti internet per esercitare il controllo sui contenuti promozionali visualizzati, “inclusi gli strumenti per scegliere di non vedere più inserzioni basate sugli interessi degli utenti”.

Se gli utenti registrati possono farlo direttamente dalle impostazioni di Facebook, indipendentemente dal dispositivo utilizzato per accedere al social, d’ora in avanti sarà possibile scegliere di non visualizzare le inserzioni su siti e app non offerti da Facebook in base alle proprie impostazioni relative alle inserzioni. “È possibile impostare tale scelta visitando le impostazioni di Facebook o cliccando sull’icona AdChoices in corrispondenza di una inserzione su Audience Network”, fa sapere il social.

L’ampliamento della portata di Audience Network conferma l’importanza strategica che Facebook sta riservando a questa piattaforma, peraltro confermata da altre recenti mosse del social network. Proprio in questi ultimi giorni, la società ha confermato le insistenti voci che ipotizzavano la chiusura dell’ad exchange FBX, dedicato all’acquisto di spazi display sulla versione desktop del social per azioni di retargeting, dichiarando che lo strumento verrà definitivamente dismesso il primo di novembre. Ed ora un altro prodotto pubblicitario rischia di essere spento.

I piani di Facebook: dopo FBX, anche LiveRail verso la chiusura

Si tratta di LiveRail, l’ad exchange video acquisito da Facebook nel 2014 per una cifra tra i 400 e i 500 milioni di dollari. Qualche mese fa la piattaforma ha dismesso la sua parte di business relativa all’ad serving, e ad aprile i suoi dipendenti sono stati invitati da Facebook a cercare altre opportunità professionali. Lo stesso ceo Mark Trefgarne ha lasciato la società proprio in quel periodo. Dunque, da tempo ci si aspettava che qualcosa bollisse in pentola.

Adesso arriva una conferma dalla stessa Facebook, riportata dal sito Re/Code. Un portavoce del social network ha dichiarato: «Stiamo fermando le attività di LiveRail Private Exchange per concentrarci a trovare modi migliori perché gli editori possano vendere direttamente i loro spazi agli inserzionisti, e per espandere la nostra offerta pubblicitaria video tramite Audience Network. Questo è quello che moltri publisher ci hanno detto di volere, e crediamo che questo possa rendere le campagne video ancora più rilevanti per gli utenti che le guardano».

Senza girarci troppo intorno, la società ha rivelato il suo focus del momento: Audience Network.

RICEVI GRATUITAMENTE LA NOSTRA NEWSLETTER

Ti chiediamo il consenso per il trattamento dei dati personali diretto all’invio di newsletter editoriali, o altre informazioni di carattere informativo e promozionale riguardanti Engage e Società Partner, in conformità con la nostra Privacy Policy.

Acconsento
Non acconsento

Ricevi anche la newsletter di Programmatic-italia.com

Cliccando su Iscriviti, riceverai da Engage.it la nostra newsletter quotidiana e qualche mail promozionale ogni tanto. Potrai cambiare le tue impostazioni quando vuoi e non cederemo mai a terzi i tuoi dati.