Facebook cresce nel primo trimestre del 2019 grazie a pubblicità e Instagram

Ricavi in aumento del 26%, a quota 15,08 miliardi di dollari, ma utile netto, pari a 2,43 miliardi di dollari, in diminuzione del 51% a causa di un accantonamento di 3 miliardi deciso in vista della multa per Cambridge Analytica

di Lorenzo Mosciatti
28 aprile 2019
mark-zuckerberg
Mark Zuckerberg

Potrebbe ammontare a 5 miliardi di dollari la multa inflitta dalla Federal Trade Commission americana a Facebook per lo scandalo Cambridge Analytica. E’ questa perlomeno la cifra che il social network prevede di dover pagare, tanto da aver deciso di accantonare tre miliardi di dollari dal bilancio.

Una mossa che ha pesato sui conti del primo trimestre del 2019, in crescita del 26% sul fronte dei ricavi, a quota 15,08 miliardi di dollari, ma con l’utile netto, pari a 2,43 miliardi di dollari, o 85 centesimi per azione, in diminuzione del 51% rispetto ai 4,9 miliardi, o 1,69 dollari per azione, del primo trimestre del 2018. Senza l’accantonamento, l’utile per azione di Facebook sarebbe stato pari a 1,89 dollari, in aumento dunque rispetto allo scorso anno.

Ad ogni modo, i numeri di Facebook hanno battuto ancora una volta le stime degli analisti che si attendevano infatti un fatturato di 14,98 miliardi. Inoltre, gli utenti attivi mensili della società, che controlla oltre a Facebook Instagram, Whatsapp e Messenger, sono cresciuti dell’8% raggiungendo quota 2,38 miliardi di persone contro le stime di 2,37 miliardi, e quelli giornalieri sempre dell’8% a 1,56 miliardi.

La società di Zuckerberg ha visto crescere in particolare il business pubblicitario legato a Instagram, che secondo alcune stime peserebbe ormai per il 40% del giro d’affari del gruppo. Complessivamente i ricavi pubblicitari di Facebook sono stati pari a 14,9 miliardi, in aumento del 26%, con l’advertising mobile che ha raggiunto una quota sul totale del 93%, in crescita del 30% rispetto all’anno precedente.

Il prezzo medio delle inserzioni è calato de 4%, mentre le impression pubblicitarie sono aumentate del 32%. Un dato, quest’ultimo, “determinato principalmente dalle Storie di Instagram, dell’Instagram Feed e dal Facebook News Feed”, ha spiegato il Cfo David Wehner.

 

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