Facebook attacca, AdBlock Plus risponde: braccio di ferro sui filtri anti-pubblicità

Il re dei social annuncia aggiornamenti dei suoi annunci in grado di aggirare gli ad blocker, ma il principale antagonista avrebbe già trovato la soluzione. La battaglia sembra appena cominciata e nemmeno il Native adv è al riparo

di Simone Freddi
12 agosto 2016
Facebook-app

Facebook attacca, Ad Block Plus risponde. Nel mezzo dell’estate si accende la guerra tra il colosso dei social network e il principale software che consente agli utenti di “filtrare” gli annunci pubblicitari mentre navigano su internet.

A fare la prima mossa è stato Zuckerberg: mercoledì, la società di Menlo Park aveva annunciato l’arrivo di nuove funzionalità a disposizione degli utenti per “controllare” il tipo di annunci pubblicitari da visualizzare e, allo stesso tempo, che le inserzioni sarebbero state d’ora in poi visibili anche dagli utenti che navigano utilizzando un ad blocker (leggi l’articolo dedicato), con riferimento sia ai post sponsorizzati sia gli annunci nella colonna di destra.

Chiara la strategia del social per preservare il suo business multimiliardario legato alla pubblicità: da una parte, offrire all’utente un modo più facile per controllare e plasmare in base ai propri interessi la pubblicità sul social, dall’altra la promessa di applicarsi in uno sforzo costante sui codici per cercare di neutralizzare i sistemi come AdBlock Plus, che tolgono banner ed inserzioni pubblicitari dall’esperienza di navigazione.

In effetti, nel blog post che annunciava le novità non c’era alcun riferimento esplicito al principale software di ad blocking presente sul mercato, ma il destinatario era chiaro e, come prevedibile, la contromossa non ha tardato ad arrivare.

Adblock Plus, a pochi giorni dalle novità lanciate da Facebook, ha infatti promesso agli utenti che torneranno a non vedere da pc le pubblicità sulla bacheca o sulla colonna di destra, grazie all’ultimo aggiornamento prodotto dalla propria community di sviluppatori.

“Questo tipo di battaglia tra la comunità open source dell’ad-blocking e gli aggiratori va avanti da quando gli ad blocker sono stati inventati”, fa sapere il team di Adblock Plus, che si dichiara pronto alla battaglia: “è molto probabile che Facebook adatterà il codice per rendere i filtri inutili. Ogni volta che questo accadrà la comunità troverà un altro stratagemma e così via”.

Secondo quanto già osservato dalla società guidata da Mark Zuckerberg, l’ultimo aggiornamento di AdBlock Plus sarebbe però piuttosto “rozzo”, in quanto rimuoverebbe non solo gli annunci, ma anche i normali post di amici e pagine. Ecco le parole di un portavoce di Facebook: “Ci dispiace sapere che le aziende di ad blocking vogliano penalizzare le persone su Facebook non solo bloccando gli annunci, ma anche i post di amici e delle Pagine. Questa non è un’esperienza piacevole per le persone e abbiamo intenzione di affrontare la questione. Gli Ad Blockers sono uno strumento molto invasivo, proprio per questo ci siamo concentrati sulla costruzione di strumenti come preferenze relative agli annunci per permettere alle persone di averne il controllo”.

Sta di fatto che la battaglia sembra appena cominciata. Il fatto poi che a esporsi in prima persona sia Facebook fa intuire che nemmeno il Native Advertising è ormai al riparo dalla tagliola degli ad blocker, un fenomeno che stando alle ultime ricerche potrebbe costare a editori e concessionarie 27 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni.

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