Capi di stato su Twitter: Obama il più seguito, il Papa il più influente. Exploit per il Primo Ministro indiano

A dirlo è Twiplomacy, lo studio di Burson-Marsteller sulla presenza dei leader mondiali sul social dei cinguettii. Una piattaforma che i Ministri degli Esteri usano per stabilire vere e proprie relazioni diplomatiche virtuali

di Rosa Guerrieri
25 giugno 2014
twiplomacy 2014

A partire dalla sua elezione di fine maggio 2014, il nuovo Primo Ministro indiano @NarendraModi è diventato il quinto leader mondiale più seguito su Twitter, con 4,967,847 follower, ed entro i prossimi giorni è previsto che supererà persino l’account della Casa Bianca degli Stati Uniti, @WhiteHouse (4,976,734). E’ quanto emerso da Twiplomacy, uno studio annuale dei leader mondiali su Twitter effettuato da Burson-Marsteller. La ricerca ha anche rivelato che più dell’83% di tutti i governi delle Nazioni Unite (ONU) sono presenti su Twitter, e due terzi (68%) di tutti i capi di stato e di governo hanno un account Twitter personale.

Twiplomacy punta ad individuare la misura in cui i leader mondiali utilizzano Twitter e come essi si interfacciano sui social network. A inizio giugno 2014, Burson-Marsteller ha analizzato 644 account di governo in 161 Paesi. Solo 32 stati, soprattutto in Africa, Asia e nel Pacifico non sono in alcun modo presenti su Twitter.

Nel giugno 2014 i cinque leader mondiali più seguiti erano il Presidente degli Stati Uniti @BarackObama (43 milioni di seguaci sull’account della sua campagna elettorale), Papa Francesco (@Pontifex) con 13 milioni di seguaci sui suoi 9 account in altrettante lingue, il Presidente dell’Indonesia @SBYudhoyono (5 milioni di seguaci), la @WhiteHouse e @NarendraModi. Tuttavia, i leader mondiali più seguiti seguono a loro volta pochi altri colleghi ed intrattengono ben poche conversazioni tra loro. @BarackObama e @WhiteHouse seguono solamente tre altri leader mondiali, cioè il Primo Ministro norvegese Erna Solberg, il russo Dmitry Medvedev ed il governo britannico.

Al contrario, i Ministri degli Esteri utilizzano Twitter per stabilire connessioni reciproche, creando reti diplomatiche virtuali. Il Ministro degli Esteri francese @LaurentFabius è il più connesso, vantando 91 follower reciproci tra suoi colleghi e leader mondiali. Il Servizio Europeo per l’Azione Esterna, @eu_eeas, è al secondo posto con 71 connessioni, mentre il Ministro degli Esteri Svedese @CarlBildt si posiziona terzo con 68 connessioni. Queste connessioni reciproche tra Ministri degli Esteri permettono conversazioni private tramite messaggi diretti su Twitter.

«Questo studio dimostra che, nonostante il numero di follower sia importante, il numero di connessioni reciproche lo è ancora di più – ha affermato Jeremy Galbraith, ceo e global chief strategy officer Burson-Marsteller EMEA -. E’ interessante notare come i ministri degli esteri abbiano creato grandi network digitali su Twitter dove non tutti i messaggi sono approvati dagli uffici legali o dai propri uffici stampa. Aziende e amministratori delegati possono imparare molto dai politici su Twitter, su come utilizzare mezzi digitali per le loro comunicazioni e anche su come interfacciarsi con i loro colleghi e influenzatori».

Più di 3.000 ambasciate e ambasciatori sono oggi attivi su Twitter: Canada, Francia, Israele, Messico, Olanda, Polonia, Russia, Spagna, Svezia, Turchia Ucraina, il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno creato account Twitter per le loro ambasciate. Il Foreign Office del Regno Unito, inoltre, incoraggia i propri ambasciatori ad utilizzare Twitter, ed è praticamente impossibile diventare un diplomatico del Foreign Office se non si utilizzano mezzi digitali.

Papa Francesco (@Pontifex) è il leader mondiale più influente su Twitter. I suoi post in spagnolo ricevono una media di 10.000 retweet. I messaggi del presidente del Venezuela Nicolas Maduro sono retwittati 2.000 volte. In confronto, i tweet di @BarackObama sono retwittati solo a una media di 1.400 volte l’uno, nonostante i suoi tanti follower.

«Twitter è diventato un canale importante per la diplomazia digitale e per i governi del 21esimo secolo – ha dichiarato Matthias Lüfkens, Emea digital practice leader di Burson-Marsteller e autore del report -. Mi sorprende sempre quanto velocemente i team che si dedicano ai social media, e talvolta i politici stessi, reagiscano a messaggi diretti inviati su Twitter. Twitter è diventato uno dei più potenti mezzi di comunicazione e garantisce anche un filo diretto con i nostri leader. I leader del mondo possono anche non leggere direttamente i tweet indirizzati a loro, ma i loro team monitorano certamente la loro attività su Twitter».

Quanto all’Italia, l’avvento del nuovo Governo italiano, il 22 febbraio 2014, ha determinato un profondo cambiamento nella comunicazione istituzionale sul web. Twitter è uno dei social network più utilizzati dai nuovi Ministri italiani: tramite un tweet non solo si commenta in real time ciò che avviene durante importanti incontri in Parlamento, ma si stabilisce anche un link diretto con i cittadini. L’emblema del nuovo approccio “social” del Governo italiano è il Presidente del Consiglio Matteo Renzi: con i suoi 1.155.904 follower, Renzi ha utilizzato il suo account Twitter @matteorenzi in campagna elettorale, lanciando numerosi hashtag divenuti spesso trend topics. Attraverso l’hashtag #matteorisponde, il Presidente del Consiglio interagisce con giornalisti, blogger, politici e con tutti i cittadini.

 

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