Altro bug per G+. E Google ne anticipa la chiusura ad aprile 2019

Il bug avrebbe esposto informazioni personali di 52,5 milioni di utenti agli sviluppatori anche se i loro account erano impostati su privati

di Caterina Varpi
11 dicembre 2018
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Contrariamente a quanto annunciato in precedenzaGoogle+, il social network di Google che non ha mai riscosso molto successo tra gli utenti, verrà chiuso ad aprile 2019 e non ad agosto mentre la possibilità di accedere alle funzionalità (Api) di Google+ sarà chiusa entro tre mesi. La causa di questa decisione è la scoperta di un nuovo bug all’interno della piattaforma, che ha dato un potenziale accesso ai dati riservati di 52,5 milioni di utenti. BigG aveva già reso nota una falla simile a ottobre che aveva coinvolto 500.000 persone (ne abbiamo parlato qui).

Il nuovo bug è stato presente nel mese di novembre ed è durato sei giorni, ha spiegato Mountain View in una nota. Il bug, secondo Google, avrebbe esposto informazioni personali (tra cui nome, indirizzo email, professione ed età) degli utenti agli sviluppatori anche se i loro account erano impostati su privati. Come nel caso precedente, non ci sono prove dell’utilizzo improprio di questi dati da parte dei developer.

“A seguito della scoperta di questo nuovo bug, abbiamo deciso di accelerare lo spegnimento di tutte le Api di Google+, che avverrà nei prossimi novanta giorni” afferma David Thacker, il vicepresidente di Google+, nel comunicato. “Inoltre, abbiamo deciso di accelerare la chiusura di Google+ da agosto 2019 ad aprile 2019. Riconosciamo le implicazioni per gli sviluppatori ma vogliamo garantire la protezione dei nostri utenti“.

“Comprendiamo che la nostra capacità di costruire prodotti affidabili che proteggono i tuoi dati creino fiducia tra gli utenti – si legge nella nota -. Abbiamo sempre considerato seriamente questo aspetto e continuiamo a investire nei nostri programmi sulla privacy per perfezionare i processi interni di revisione, creare potenti strumenti per il controllo dei dati e coinvolgere utenti, ricercatori e responsabili politici per ottenere il loro feedback e migliorare le nostre iniziative”.

Oggi, il Ceo di Google, Sundar Pichai è atteso dal congresso americano, dopo non essersi presentato a settembre. Dovrà rispondere della gestione dei dati e anche dei piani di lancio di un motore di ricerca in Cina sottoposto a censura.

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