La nuova fase dell’influencer marketing

Attraverso un’analisi dell’attuale situazione di mercato e delle nuove regole che sottendono all’impegno e all’impiego degli influencer, prende il via una nuova rubrica a cura dell’agenzia specializzata FLU

di FLU
18 giugno 2020
flu pills

Il 2020 sarà sicuramente il più memorabile degli anni da dimenticare.

Tutto è già stato detto e scritto, ciò nonostante molto ancora si dirà e scriverà. L’analisi dello scenario è complessa e le variabili sono tante. Inevitabile, quindi, che la “nuova realtà” che si sta delineando, condizionerà anche la comunicazione e le strategie delle aziende.

Concentrandoci sull’asset dell’influencer marketing, in queste settimane abbiamo letto di tutto: titoli come “…il 2020 sarà l’anno della morte degli Influencer….” si alternano ad altri, altrettanto altisonanti, ma che raccontano tutta un’altra storia.

Le ipotesi sono, per loro natura, soggettive. Partiamo, quindi, da fatti oggettivi: l’uso dei social network è cresciuto in maniera netta ed esponenziale, in Italia come nel resto del mondo. Da semplici “reti sociali” si sono elevati a vere e proprie piattaforme di intrattenimento: anche la crescita di un social network come Tik Tok e di alcuni servizi e formati, come le storie e le dirette Instagram, testimoniamo questo percorso.

Gli influencer sono i protagonisti, gli attori principali di queste piattaforme che non solo non conoscono crisi ma, anzi, sono in forte ascesa. Lo stato di salute degli influencer non può, quindi, non essere strettamente correlato a quello dei social network, e viceversa.

Siamo prossimi a una grande rivoluzione sociale, economica ma non solo. Tutte le grandi rivoluzioni hanno sancito tante fini ma anche nuovi inizi. Inizia, quindi, una nuova fase anche per l’influencer marketing.

Nuovi pillar: valori, etica e brand safety

L’influencer marketing gode di ottima salute, ma non tutti gli influencer possono dire la stessa cosa: durante questo periodo unico, e speriamo irripetibile, i paradigmi del consumo stanno cambiando anche quelli della comunicazione.

Gli influencer si sono dimostrati fra i più presenti ed importanti interpreti di questo momento. Il loro livello di coinvolgimento è stato, fin da subito, molto importante tanto da essere reclutati per il loro ruolo di divulgatori, e amplificatori, persino dall’OMS e dai Governi.

I social network sono a tutti gli effetti dei nuovi media e come tali devono essere trattati e analizzati. Come in ogni contenitore che funziona, ci sono dei contenuti, e degli autori, poco interessanti e rilevanti.

Fino ad ora tanti, forse troppi, sono stati definiti, o si sono definiti, influencer.

Nello scorso millennio, il telecomando era considerato lo strumento democratico per eccellenza perché in grado di consentire una scelta. I social network hanno ulteriormente esasperato questo percorso di democratizzazione: con un “clic” non cambio solo momentaneamente canale, ma decido se una persona può essere per me rilevante e quindi se voglio, in qualche modo, ascoltare e seguire i suoi consigli.

Valori, etica, brand safety saranno i pillar che ancor più affiancheranno i classici KPI quantitativi.

La scelta di un influencer non può, quindi, prescindere da una analisi: questa dovrà sempre più essere basata su dati oggettivi, piuttosto che da preferenze soggettive.

Le campagne di influencer marketing devono porre al centro i valori e gli obiettivi dei brand. Le aziende oggi sono chiamate a una sfida ancora più grande: trovare nuove forme di interazione con una società provata, anche economicamente, da questa situazione.

Guadagnare credibilità e nuove fette di mercato sarà sempre più complesso, per questo il ruolo degli influencer, ovvero coloro che con un costante dialogo con le proprie community hanno guadagnato reputazione e fiducia, sarà cruciale.

Al di là delle definizioni accademiche della parola “influencer”, infatti, sono proprio il livello di fiducia e credibilità nei confronti delle proprie relazioni, sociali e/o social, che definiscono quali persone sono realmente influenti.

Cambio di ruolo anche per i brand

Da diverso tempo l’evoluzione della società ha notevolmente cambiato anche il ruolo dei brand: da una semplice esposizione di prodotto si è passati a uno storytelling. I brand si pongono, quindi, il giusto obiettivo di essere loro stessi influencer: veri e propri “love brand” in grado di innescare quel sogno, quelle connessioni emotive e l’immedesimazione che maggiormente condizionano le scelte dei consumatori.

Gli influencer sono i perfetti storyteller del nostro tempo e come tali devono inserirsi nelle strategie di comunicazione tenendo presente che l’opportunità è molto grande e non si tratta solo di advertising, ma di instaurare e mantenere uno dei valori cardine della nostra società: la fiducia.

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