Instagram e i nuovi filtri personalizzati: una nuova realtà (aumentata) per la comunicazione

Da poco tempo il social network ha aperto a tutti i suoi utenti la possibilità di creare personali filtri AR: un modo per dare sfogo alla propria creatività o una nuova occasione per promuoversi?

di Alessia Tamburino, Junior Copywriter, e Matteo Brucato, Art Director, di ZooCom
10 settembre 2019
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Diciamoci la verità, da quando abbiamo provato sul nostro viso per la prima volta le orecchie e la lingua da cane in realtà aumentata abbiamo venduto per sempre la nostra anima ai filtri AR.

Se anche voi avete dimenticato quale sia la vostra vera faccia sulle Instagram Stories, tranquilli, ci stiamo passando tutti. Sì, perché la pelle chiara e levigata regalataci dal filtro Lagos o le maschere non sono in dotazione nella vita reale però, per i fan dei filtri in realtà aumentata, c’è una buona notizia: adesso ognuno può creare il proprio!

Ebbene sì, da poco tempo Instagram ha aperto a tutti i suoi utenti la possibilità di creare personali filtri AR (realtà aumentata): un modo per dare sfogo alla propria creatività o una nuova occasione per promuoversi? Probabilmente entrambe.

I filtri AR offrono infinite possibilità se utilizzati nel modo giusto e sembra che i primi brand e influencer abbiano iniziato a notarlo, ma partiamo con ordine.

Chi sono i creator?

Su Instagram, fino a poco tempo fa, solo pochi profili designati potevano realizzare nuovi filtri attraverso una richiesta in closed beta, diventando così creator. Oggi chiunque può sbizzarrirsi attraverso il software di Facebook Spark AR Studio, adesso aperto a tutti. Questo software, disponibile per Windows e Mac, consente la realizzazione di maschere, effetti e il tracking degli oggetti e dei volti al fine di creare filtri il più possibile precisi.

In questo settore già da tempo il leader è Snapchat con la sua piattaforma Lens Studio, ma sembra che adesso Instagram abbia deciso di conquistare questo terreno fertile con i suoi filtri e, visto il successo dell’app, non dubitiamo che riesca nel suo intento. Ma quali sono i vantaggi di questa nuova funzione? Vediamoli.

Nice to meet you. Who AR you?

Diventare creator e avere quindi la possibilità di pubblicare i propri personali filtri AR è un modo divertente e facile con cui farsi conoscere. Basta infatti utilizzarlo in una Story e, come già saprete, automaticamente comparirà il nome dell’effetto e del creator, cliccandoci su chiunque potrà provarlo sul proprio dispositivo.

Finora, per poter salvare i filtri era necessario seguire il profilo del creator, adesso su alcuni dispositivi è già presente l’opzione “salva” evitando così lo step del follow. Questo rende sicuramente più facile per i fruitori ottenere i filtri che amano senza dover seguire un’infinità di profili sconosciuti. Dall’altro canto, dal punto di vista dei creator diminuiscono sicuramente le interazioni e la popolarità del profilo.

Ciò che resta innegabile è che il numero di creator stia aumentando sempre di più, tanto da aver già dato vita a una community. Questa comprende non solo coloro che danno vita a quegli effetti che ci piace anche solo mandare in direct agli amici, ma si possono trovare anche influencer o pagine che attuano una vera e propria “promozione” utilizzano i filtri dei creator, taggandoli e invitando i propri follower a provarli.

L’idea ci piace, ma come possono sfruttare questo infinito potenziale i brand?

Alcuni brand e personaggi famosi hanno già intuito come il mondo dell’AR da incredibili vantaggi per far conoscere il proprio nome o i propri prodotti, persino Fedez vanta il suo personale filtro “flame”.

Uno dei mercati che più abilmente può sfruttare i filtri AR è sicuramente quello del make-up e i più arguti non hanno aspettato a lungo. We Make-Up, brand italiano di cosmetici, ha infatti realizzato il proprio personalissimo filtro IG che consente di provare la nuova linea di rossetti liquidi Ever. In questo modo è possibile indossare sul proprio viso il make-up senza dover ricorrere ai tester in negozio. Una trovata sicuramente molto intelligente, già sperimentata anni fa su Snapchat da Kylie Jenner con il suo lip kit e, nel 2018, portata dalla stessa anche su Instagram.

Ma il mondo del make-up non è l’unico a trarne dei vantaggi, brand come Adidas, Gucci, Off-White già da tempo hanno sviluppato i propri filtri sfruttando i tratti iconici del proprio logo o integrandoli alla propria comunicazione di campagna.

Quindi si può smettere di postare e dedicarsi solo alla comunicazione in AR?

Al momento le Stories contenenti i filtri non possono essere sponsorizzate con una CTA nativa che, attraverso lo swipe up, rimandi immediatamente al filtro, ma è possibile inserire il link e gestirlo come un generico PPL (Page Post Link). Facendo “swipe up”, l’utente verrà poi reindirizzato a una schermata di conferma che gli permetterà così di accedere al filtro.

Una via per diffondere il più possibile le proprie creazioni è ricorrere al supporto degli influencer, i quali possono usare i filtri nelle proprie Stories permettendo a chiunque le guardi di averne accesso.

La strada per il filtri AR ancora lunga e sicuramente i nuovi aggiornamenti porteranno altre novità, per il momento continuiamo a sbizzarrirci con tutti questi nuovissimi filtri.

Avete già provato a realizzarne uno?

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