Digital Identity: cos’è e quanto vale per la tua impresa?

Per i brand riuscire a riconoscere un utente digitale significa creare valore

di Diennea MagNews
23 aprile 2018
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La digital identity è la somma di tutte quelle informazioni disponibili e tracciabili che delineano i tratti distintivi degli utenti. Si possono trovare su diversi sistemi, device, social network, database aziendali, CRM, eCommerce e sito web.

Per i brand riuscire a riconoscere un utente digitale significa creare valore: un’esperienza migliore di acquisto, azioni personalizzate e attività più efficienti.

Boston Consulting Group nel suo report “The Value of our digital identity” ha stimato come il valore creato attraverso le digital ID possa raggiungere i 330 miliardi di euro nel 2020.

Per un’azienda, l’attribuzione di dati a una reale identità va ad impattare in maniera rilevante su alcuni aspetti:

  • Riduzione dei costi del customer service, soprattutto nel settore pubblico;
  • Diminuzione delle frodi causate da furti d’identità;
  • Maggiore velocità nei processi di identificazione dell’utente (pensando al processo di shopping online, verrà semplificato lo svolgimento del checkout);
  • Miglioramento delle esperienze degli utenti.

Non solo benefici per l’azienda, ma anche per i consumatori. Sempre BCG ha predetto una crescita del valore di 670 miliardi  di euro al 2020 consegnato agli utenti, che si suddivide in:

  • Riduzione dei costi finali dovuta alla diminuzione di quelli operativi aziendali;
  • Migliore efficienza nei tempi e nei processi burocratici spesi per le transazioni;
  • Maggior “valore di scambio” dei dati per servizi digitali.

digital id

L’importanza del contatto email

Identificare l’utente per un’azienda significa tracciarne il profilo: unire tutti “i puntini” seminati sul web legandoli a uno stesso canale di congiunzione, l’email. Il contatto email è diventato ormai la chiave per lavorare online: serve un indirizzo email per creare account, iscriversi a un social, scaricare un ebook, pagare online, iscriversi a un corso o a un evento, a una newsletter e anche a un loyalty program.

Anche per questo, l’email è tra gli strumenti digitali più diffusi: circa il 70% degli italiani ha più di una casella di posta (fonte: Email Marketing Experience Report), spesso per distinguere una “lavorativa” da un’altra di “svago”.

L’email è un canale di contatto ed è chiaro quindi come per le aziende sia diventato così importante ottenere questo dato, frutto di una strategia efficace di Lead Generation.

Se si pensa poi che il 98% dei visitatori di un sito web rimane anonimo (Gartner), è facile capire quanto sia strategico portare a bordo questi contatti, acquisendo l’email.  Quante volte è capitato di atterrare sul sito di un’azienda e trovare un pop up di iscrizione alla newsletter in cambio di uno sconto?

In Diennea MagNews stiamo lavorando sul riconoscimento dei web user e rilasceremo presto importanti novità da non perdere (per rimanere sempre aggiornato iscriviti qui).

L’email è anche un ponte solido tra online e offline. Quante volte in un negozio chiedono di lasciare un’email per ricevere uno sconto sulla spesa? Il database email è un asset importante per coltivare la relazione con un cliente, non importa a che prezzo, avere una buona base email può garantire grandi profitti nel lungo periodo.

Attenzione però: con il GDPR alle porte vi ricordiamo che un contatto deve essere acquisito rispettando la legge. Abbiamo approfondito il tema del consenso nel white paper GDPR and ePrivacy Regulation.

Come sfruttare la digital ID

Partendo da un contatto email si possono generare molte opportunità di vendita. Ad esempio, si può chiedere tramite email un “like” sulla pagina Facebook e includere quel contatto in un’attività di retargeting, portandolo gradualmente alla conversione estendendo la campagna anche agli utenti simili (le magie di Facebook!). Oppure si può pensare a un’azione drive to store, per incentivare le visite al negozio iniziando da una email promozionale.

Insomma, attraverso una serie di azioni le aziende oggi possono realmente intercettare l’utente su molteplici touchpoint, tracciando così un percorso uniforme di relazione.

Parliamo di omnichannel marketing, dunque. E, l’email è, a detta dei marketers, quel tassello in grado di collegare le esperienze diverse e frammentate.

Allora vediamo insieme come implementare strategie omnicanale, mettendo il cliente al centro e utilizzando le email come strumento di connessione dei touchpoint. Sì, ma lo faremo nella prossima uscita.

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