Video online e social trainano la penetrazione del digitale in Italia

Questa una delle principali evidenze contenute nel rapporto Media Consumption Forecasts di Zenith, secondo cui nel 2019 i consumatori di tutto il mondo trascorreranno una media di 800 ore su internet da mobile

di Cosimo Vestito
10 giugno 2019
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Nel rapporto internazionale Media Consumption Forecasts pubblicato oggi da Zenith, l’agenzia prevede che nel 2019 i consumatori di tutto il mondo trascorreranno una media di 800 ore su internet da mobile. Il dato, equivalente ad un totale di 33 giorni senza pause e senza riposo notturno, salirà a 930 ore (39 giorni) nel 2021.

Dalla prima edizione delle previsioni, pubblicata nel 2015, il tempo medio trascorso dai consumatori di tutto il mondo con i dispositivi mobile è aumentato da 80 a 130 minuti al giorno, con una crescita media del 13% annuo. L’incremento è legato alla maggiore disponibilità di smartphone per la popolazione, connessioni più veloci, schermi migliori e app sempre più innovative. La crescita sta però rallentando, nonostante l’incremento dei possessori di smartphone e la maggiore diffusione di questi ultimi anche nei Paesi in via di sviluppo.

Con i suoi 167 milioni di telespettatori la TV si conferma il mezzo preferito a livello globale nel 2019. Il forecast prevede che la fruizione della televisione scenderà lentamente a 165 minuti al giorno nel 2021, pur rappresentando il 33% della media consumption (in calo rispetto al 35% del 2019).

La situazione in Italia

La digitalizzazione è sicuramente il motore principale dei cambiamenti attualmente in atto nel mondo dei media. Il numero crescente dei dispositivi connessi a Internet, insieme ai cambiamenti negli stili di vita dei consumatori (più flessibili e sempre in movimento), rende i contenuti liquidi e indipendenti dalla piattaforma di fruizione. Questo fenomeno premia i contenuti multimediali ai quali è possibile accedere gratuitamente, oppure a basso costo, e on-demand (preferibilmente da mobile).

Grafico

Si prevede che la quantità totale di tempo trascorso sui media crescerà leggermente nei prossimi anni, spinta soprattutto dal mondo digitale (principalmente mobile e video). In Italia si registra inoltre un aumento del numero medio di piattaforme digitali utilizzate; un fenomeno probabilmente legato all’approccio sempre più multicanale adottato dalla popolazione.

I video On-Demand (VOD), tra le novità più recenti del panorama media, stanno dominando il mercato. In questo periodo di cambiamenti e di incertezze, i broadcaster devono essere flessibili e capaci di anticipare le richieste dei consumatori. Sono proprio questi ultimi, infatti, ad avere il controllo della fruizione, avendo la possibilità di decidere quando, come e dove fruire i contenuti. Trainato dai video online e dai social media il trend positivo della penetrazione digitale prosegue, registrando un +5,8% nel 2019 e raggiungendo a dicembre 2018 una reach mensile di 42.5 milioni di utenti unici da connessioni mobile (71% di reach mensile).

In termini di prodotti e tecnologie, la voice search è la novità del mercato. I dati mostrano come i consumatori preferiscano utilizzare la voce rispetto alla digitalizzazione, di più facile utilizzo e più performante. Basti pensare all’efficienza che questa funzione porta alla fruizione dei principali device mobili diffusi sul mercato, home speaker e assistenti domestici (Amazon Echo, Amazon Alexa o Google Home). ComScore afferma che il 50% delle ricerche sarà effettuato con la voice search entro il 2020.

Ci sono alcune differenze nella media consumption legate soprattutto all’età. Gli individui fino ai 44 anni hanno un’alta affinità con i mezzi digitali, in particolare i dispositivi mobile. Le persone comprese nel range 35-44 anni sono più vicine al mondo radiofonico, probabilmente a causa del tempo trascorso alla guida, e condividono con i più giovani l’affinità per il digital. Le fasce d’età più anziane preferiscono la stampa all’online. Per quanto riguarda le differenze tra uomini e donne non si registrano importanti evidenze: i primi continuano ad essere principalmente attratti dai quotidiani (soprattutto sportivi), mentre le donne dalle riviste. Tra le fasce di reddito più basse scompare la fruizione di stampa e cinema.

I mesi estivi mostrano un calo degli ascolti televisivi, soprattutto in agosto. La fruizione digitale non è invece stagionale ma polarizzata su due assi: il primo vede l’uso del cellulare come strumento principale per la navigazione mentre il desktop è preferito per gli acquisti online. Il prime time televisivo focalizza l’attenzione dello spettatore tra le 20.00 e le 23.00, mentre il consumo radiofonico è più alto nelle fasce di drive time (8am-11am/6pm). Il consumo mobile rimane stabile durante i diversi momenti del giorno mentre la fruizione da desktop diminuisce dopo le ore lavorative.

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