La GenZ è digital: vive con lo smartphone e sui social, ma guarda la tv. I dati di Z Factor

La ricerca a cura di ZooCom e Havas Media traccia il profilo della nuova generazione, sempre più influente anche sui budget di spesa della famiglia. Instagram e gli influencer al centro dell’attenzione

di Teresa Nappi
04 dicembre 2018
GENZ-Z-Factor-ZooCom-Havas

Dopo il lancio dello scorso 17 ottobre, ZooCom e Havas Media rendono note le prime evidenze emerse dalla ricerca quali-quantitativa Z Factor, che esplora il mondo della Generazione Z italiana sia in termini di abitudini di consumo sia in termini di preferenze d’acquisto.

Condotta attraverso 12 focus group organizzati in 4 città italiane (Roma, Milano, Padova e Napoli) e attraverso un questionario somministrato online sui canali social di ScuolaZoo ha raccolto 10.000 risposte provenienti da ogni parte d’Italia e suddivise per fasce d’età.

Chi sono i ragazzi della Generazione Z?

Hanno grande fiducia nel digital (78,54%), leggono molti libri (49,9%), ma si informano prevalentemente online (48,6%) piuttosto che attraverso giornali e riviste (20,3%), amano la musica e ascoltano la radio: il 68,1% dei ragazzi la ascolta quotidianamente.

Guardano ancora molto la televisione, i più piccoli con i genitori, ma sempre con il cellulare in mano. Nella dieta mediatica della GenZ ricoprono un ruolo importante anche Netflix e l’on-demand, segno che è la generazione della customizzazione e non del prodotto e servizio erogato top-down senza possibilità di scelta.

Il 52,8% dei ragazzi ritiene impossibile una vita senza smartphone. Usato principalmente per passare da un social all’altro: Instagram è certamente il più amato, con il 99,58% di penetrazione dedicato agli interessi e alle passioni personali; segue Facebook (72,43%), il canale dell’informazione e dell’intrattenimento.

YouTube rimane uno dei loro canali preferiti, mentre Snapchat (52,20%) resiste grazie ai format video che alimentano le Instagram story. Musically (18,38%) e ThisCrush (15,92%) sono i social dei più piccoli. Al contrario, Twitter e LinkedIn vengono usati dai più grandi per informarsi di politica e per cercare lavoro.

Il social per la Generazione Z

I social hanno plasmato la loro realtà: nulla è più naturale di un pollice all’insù.

Esistono i più svariati significati e inconsce strategie dietro le interazioni ai post che sembrano gesti apparentemente semplicissimi. Niente è casuale dietro a un like, che esso sia volto alla ricerca di approvazione, che sia una strategia conquista o che significhi amicizia. Anche non mettere un like rappresenta una posizione: può rappresentare disapprovazione o rancore.

A prescindere dal social che utilizzano, ciò che cercano è qualcosa che susciti stupore e che scateni in loro una reazione.

Instagram è il canale degli influencer, e i ragazzi li seguono solo se ritengono che quello che pubblicano abbia un valore aggiunto per loro: gli anticipi una moda o un trend, una frase da dire in pubblico, li “portino” con loro nei luoghi più cool.

Insomma, la semplice foto con un prodotto o un vestito in posa da modella non è più ciò che colpisce i ragazzi. Anche i brand sono molto seguiti su Instargram, ma solo quelli che stimolano la loro curiosità e che hanno uno stile definito, a cui ci si ispira quotidianamente. I profili dei VIP? Spesso si consultano anche senza essere follower, così da non avere il proprio wall invaso dalle notifiche.

«Identità, ispirazione, espressione di sé, prossimità e condivisione. Sono tutti aspetti che la Generazione Z si aspetta dai comportamenti e dai linguaggi di brand e aziende che vogliono entrare in contatto con lei. Non solo: i genitori di oggi non vogliono accettare il fatto di diventare totalmente “adulti” e si fanno influenzare dai loro figli adolescenti per tutto quello che riguarda prodotti, app, servizi e trend dell’ultimo momento», spiega Diego De Lorenzis, Head of Strategy & Operations in ZooCom.

«Social network e smartphone hanno portato a una grande ascesa degli adolescenti come decision maker nei budget di spesa della famiglia: dall’ultimo smartphone alla musica, passando per l’abbigliamento, drink, snack e cibi, i ragazzi riescono a imporre i loro gusti e le nuove tendenze nella routine famigliare», conclude il manager.

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