State of the Net: il 60,2% degli italiani usa Internet

Internet è sempre più uno strumento di libertà per le popolazioni dei Paesi emergenti. E’ quanto emerge dai risultati di una ricerca del Pew Research Center

di Caterina Varpi
05 ottobre 2015
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Internet è sempre più uno strumento di libertà per le popolazioni dei Paesi emergenti. E’ quanto emerge dai risultati di una ricerca condotta su dati del 2014 dal Pew Research Center e presentati il 5 ottobre a State of the Net da Lee Rainie, direttore della ricerca su Internet, Scienza e Tecnologia dell’istituto, nel corso del panel The Next Digital Disruptions.

Per quanto riguarda l’Italia, il tasso di penetrazione degli utenti di internet sul totale della popolazione si attesta al 60,2%, mentre Cile e Russia viaggiano oltre il 70%, il Venezuela si attesta al 67% mentre la Cina arriva al 63% e Libano e Argentina si attestano al 62%. Tra i Paesi prossimi ad avvicinarsi all’Italia, si trovano il Brasile, con una penetrazione del 51% ed Egitto e Messico con il 50%.

Proprio la maggiore diffusione di internet risulta essere alla base di un maggiore desiderio di libertà sul web: i Paesi a maggior diffusione sono anche quelli contrari alla censura governativa. In Venezuela, l’89% delle persone sono favorevoli all’eliminazione della censura, seguono Libano e Cile, che si attestano all’86%; chiudono il ranking l’Uganda con il 49% delle persone favorevoli e il Pakistan con il 22%.

«La crescita di internet raccontata da Lee Rainie è un’opportunità e oggi gli algoritmi accelerano la nostra società. Con gli strumenti, la rete può migliorare, ma instradare il cambiamento dipende da ogni singola persona» affermano Beniamino Pagliaro, Sergio Maistrello Paolo Valdemarin, fondatori di State of the Net.

Tra le motivazioni che spingono maggiormente all’uso di Internet nei Paesi emergenti figura anzitutto l’educazione: il 64% della popolazione dei 32 Paesi esaminati ritiene che la rete abbia un’influenza positiva su questo tema. Il 53% ritiene poi che il web agevoli lo stabilire relazioni personali, mentre il 52% lo apprezza per fattori economici. Una minor fiducia viene invece attribuita sulle questioni politiche: in questo caso il 30% ritiene che Internet abbia una cattiva influenza mentre il 36% afferma il contributo positivo. La situazione poi si ribalta sul tema della moralità: il 42% ritiene che il web abbia una cattiva influenza.

Lo stesso orientamento viene espresso del tipo di contenuto che si preferisce fruire attraverso i social network: mentre il 72% condivide musica e film e il 56% notizie sportive, si registra una maggior cautela verso i contenuti politici, condivisi dal 34% degli intervistati, e quelli religiosi, condivisi da meno di un terzo del campione (30%). Proprio i social network rappresentano lo strumento principale di accesso alla rete per la maggior parte della popolazione nei Paesi emergenti. Vi accedono in questa modalità il 93% degli utenti internet nelle Filippine, l’88% di quelli del Kenia e del Venezuela all’88%. In Italia più del 60% della popolazione utilizza i social network, percentuale prossima al quella degli USA, 65%, e della Cina, 58%.

La possibilità di una maggiore libertà di condivisione via internet senza censure governative trova ampia risonanza in molti Paesi sudamericani: in Venezuela è auspicata dal 89% degli intervistati, il Cile dall’86% e in Argentina e Brasile dall’80%. In Bolivia la percentuale scende al 76%. Nel Medio Oriente e in nord Africa questo desiderio è espresso soprattutto in Libano, secondo in classifica con l’86% degli intervistati favorevoli, e in Egitto, quarto con l’83%. Chiudono il ranking l’Uganda con il 49% delle persone favorevoli e il Pakistan con il 22%.

Un accesso maggiore a internet genera un maggiore desiderio di libertà: la percentuale di intervistati che sono contrari alla censura dei governi su Internet risulta crescere soprattutto nei Paesi in cui la penetrazione di internet è più alta, in Cile, Venezuela, Libano, Argentina è compresa tra il 62 e il 76%. Mentre Uganda e Pakistan risultano più staccati dagli altri Paesi, con penetrazione dell’uso di internet limitata tra il 15 e l’8%.

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