La seo per il settore pharma: bassa visibilità su Google per i marchi del settore

Un’analisi di Pro Web Consulting evidenzia come comuni chiavi di ricerca forniscano raramente come risultati in prima pagina i portali istituzionali o di prodotto delle aziende di settore

di engage
10 febbraio 2016
pro-web-consulting

Sono molti i nomi di farmaci e di player farmaceutici diventati ormai top-of-mind, grazie all’adv e agli spot tv. Questo, però, potrebbe non essere più sufficiente in un presente in cui i potenziali clienti si informano soprattutto sui motori di ricerca prima di acquistare cure anche per i semplici disturbi quotidiani.

L’agenzia seo Pro Web Consulting ha realizzato uno studio partendo dai comportamenti degli utenti, tramite l’individuazione delle parole chiave relative a sintomi e rimedi più ricercate relativamente a due macro-categorie del pharma: gli antipiretici e gli antinfiammatori, farmaci da banco comuni, scelti proprio perché molto concorrenziali a livello di vendite.

Chiavi di ricerca che chiunque ha digitato su Google almeno una volta, come “sintomi raffreddore”, “mal di testa” o “dolori muscolari”, forniscono raramente come risultati in prima pagina i portali istituzionali o di prodotto delle aziende di settore. Ci si imbatte con molta più frequenza in blog specializzati e in siti editoriali che spaziano tra gli argomenti salute e benessere.

«L’idea di effettuare questo studio è nata a luglio 2015, dopo l’entrata in vigore della nuova normativa che consente anche in Italia la compravendita di farmaci online – commenta la curatrice dell’analisi, Francesca Dalla Pozza, digital marketing consultant di Pro Web Consulting – diventa, quindi, essenziale la capacità di posizionarsi per le parole chiave più competitive: la Rete, da ulteriore mezzo di comunicazione, si trasforma in canale di vendita e forte veicolo di brand awareness. I first mover, cioè i primi che decideranno di affidarsi alla seo, avranno grandi benefici rispetto ai competitor».

La visibilità su Google, anche per i marchi più popolari, è piuttosto bassa: un’opportunità persa in termini di business, se si considera che il terreno di sfida tra le case di produzione si sposterà sempre più sul web, rispetto ai canali tradizionali come farmacie e parafarmacie.

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