Repub­blica, Fan­page, Il Fatto, Cor­riere e Il Mat­tino: ecco le prime cin­que testate più “social” del 2014

A dirlo è DataMediaHub sulla base dei dati, prodotti da Human High­way, sulle con­di­vi­sioni degli arti­coli per domi­nio. Oltre il 90% dello sharing avviene su Facebook

di Rosa Guerrieri
08 gennaio 2015
DataMediaHub

Repub­blica, Fan­page, Il Fatto, Cor­riere e Il Mat­tino: sono queste le prime cin­que testate per quota di con­di­vi­sioni dell’intero 2014, che da sole pesano circa il 45% del totale delle 40 testate monitorate.

E’ quanto rivela DataMediaHub sulla base dei dati, prodotti da Human High­way, sulle con­di­vi­sioni degli arti­coli per testata (ovvero per domi­nio) dell’intero 2014.

I dati delle con­di­vi­sioni sono la somma di tutte quelle rile­vate per ogni arti­colo pub­bli­cato nel 2014, ossia la somma dei numeri che com­pa­iono nei box di con­di­vi­sione asso­ciati a ogni arti­colo pub­bli­cato dalla testata nel 2014. Il numero di arti­coli è rela­tivo agli arti­coli per i quali è stata pro­dotta almeno una con­di­vi­sione. “Quindi quasi tutti ma non tutti – recita il post sul sito di DataMediaHub -, non abbiamo misure pre­cise ma direi il 99% di quelli pub­bli­cati per quanto riguarda almeno le prime 10 testate”.

Le con­di­vi­sioni avven­gono per oltre il 90% dei casi su Face­book. Twit­ter ed ancor più G+ hanno un ruolo asso­lu­ta­mente marginale.

Corriere.it è la testata che ottiene il mag­gior numero di con­di­vi­sioni dei pro­pri arti­coli su Twit­ter, quasi il dop­pio rispetto alla seconda testata per numero di con­di­vi­sioni sulla piat­ta­forma di micro­blog­ging da 140 carat­teri: Repubblica.it. Osser­vando i dati non pare esservi una cor­re­la­zione diretta tra le testate che otten­gono il mag­gior numero di con­di­vi­sioni ed il traf­fico ai rispet­tivi siti. Per quanto riguarda invece il numero di arti­coli con­di­visi rispetto al totale delle con­di­vi­sioni, e rela­tiva quota, dai dati emerge come il pub­blico di alcune testate, come ad esem­pio Fan­page, abbia un’attitudine di gran lunga supe­riore all’amplificazione social delle noti­zie rispetto a quello di altre fonti d’informazione com’è, sem­pre a titolo esem­pli­fi­ca­tivo, il caso de la Stampa. Ecco un video con le principali evidenze dello studio.

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