Stop alla pubblicità del gioco d’azzardo: impatto per 40/50 milioni di euro nel 2019

La cifra salirà, secondo Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen, a 60/70 milioni nel 2010. L’istituto stima un mercato advertising italiano a quota 8,4 miliardi di euro nel 2018

di Andrea Salvadori
17 luglio 2018
Alberto-Dal-Sasso-Nielsen
Alberto Dal Sasso

L’impatto sul mercato dello stop alla pubblicità per gli operatori del gioco d’azzardo introdotto con il Decreto Dignità dal governo Conte sarà di circa 40/50 milioni di euro nel 2019, mentre a regime, ovvero dal 2020, dovrebbe raggiungere i 60/70 milioni di euro. «Considerando che i contratti firmati prima del Decreto saranno validi ancora per un anno, la nostra stima è che nel 2019 mancheranno al mondo dei media solo una parte degli attuali investimenti pubblicitari per il gioco d’azzardo», ha detto Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director della società di ricerche Nielsen, nel corso della presentazione della nuova dashboard realizzata con Upa sull’evoluzione della pubblicità in Italia. Tra l’altro proprio oggi Google ha fatto sapere di aver deciso di interrompere immediatamente la pianificazione di campagne pubblicitarie delle aziende del gioco d’azzardo sulle proprie piattaforme.

Secondo Nielsen, intanto, il mercato pubblicitario dovrebbe chiudere l’anno con un giro d’affari di circa 8,4 miliardi di euro grazie ai Mondiali di calcio, che hanno permesso a Mediaset di fatturare circa 90 milioni di euro, e alla continua progressione del digitale. «La crescita del mercato sarà quest’anno intorno all’1,7% rispetto al 2017», conferma Dal Sasso, una previsione non molto diversa da quella più prudente annunciata di recente da Upa nella sua assemblea annuale (+1,5%) e a quella più ottimistica di Assocom (+1,9%).

Nielsen stima inoltre che tutto il comparto digitale, considerando dunque anche Google e Facebook, «aumenterà quest’anno del 7,8% raggiungendo un giro d’affari pubblicitario di 2,65 miliardi di euro». La quota del digitale passerà così dal 29,8% del 2017 al 31,4%, mentre la televisione assorbirà circa il 50% degli investimenti pubblicitari.

L’impatto dei Mondiali di calcio sul mercato «sarà nell’ordine dell’1% del totale dei ricavi pubblicitari. Gli euro aggiuntivi garantiti in passato al mercato dai Mondiali sono stati pari a 40-50 milioni. Vedremo se anche quest’anno sarà così», ha aggiunto Dal Sasso. Guardando al prossimo anno, Nielsen prevede un rallentamento della crescita considerando che nel 2019 non ci saranno eventi sportivi di rilievo. Quel che è certo è che si partirà con almeno un centinaio di milioni di euro in meno rispetto al 2018, considerando i 40-50 milioni di euro dei Mondiali di calcio e gli altrettanti che verrano meno a causa dell’impatto dello stop alla pubblicità per il gioco d’azzardo.

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