Nielsen: migliorano la fiducia e la propensione all’acquisto degli italiani

L’ultimo aggiornamento della Consumer Confidence Survey denota un quadro positivo per quanto riguarda la fiducia del consumatore italiano ed europeo

di Lorenzo Mosciatti
08 agosto 2019
ecommerce

Nel secondo trimestre del 2019 la fiducia dei consumatori italiani sale a quota 69 punti, un punto in più rispetto al trimestre precedente. A dirlo è la Consumer Confidence Survey di Nielsen, che rileva come nello stesso periodo la fiducia cresce anche a livello mondiale (+1 punto, da 106 a 107). Il continente europeo mostra l’incremento maggiore (+4 punti, da 83 a 87 trimestre su trimestre), nonostante la scivolata del Regno Unito, che da 98 punti arriva a 94.

“L’ultimo aggiornamento della Consumer Confidence Survey – dichiara Laurent Zeller, Presidente e a.d. di Nielsen Italia – denota un quadro sostanzialmente positivo per quanto riguarda la fiducia del consumatore italiano ed europeo. L’Italia, dopo il lieve calo del primo trimestre, ha ripreso, rispetto alla variabile fiducia, la via della crescita, contenuta ma costante. Il dato indica anche una rinnovata propensione al consumo. D’altra parte, a giugno 2019 le vendite nella GDO fanno segnare una crescita del fatturato del +1.7%. Ciò risulta ancora più rilevante in un contesto caratterizzato da un PIL a crescita zero. Il contributo del largo consumo si conferma sempre più rilevante per l’economia italiana nel complesso”.

La propensione al consumo degli italiani cresce di 2 punti percentuali (sono quindi il 25% quanti ritengono sia il momento giusto per fare acquisti, contro il 23% del primo trimestre 2019). Parallelamente, ma in maniera più marcata, scende la percentuale di quanti ritengono che il Paese sia in recessione (78% vs 84% -6pp) e crescono di ben 5pp coloro che si dichiarano positivi/ottimisti sullo stato delle proprie finanze (34% vs 29% del trimestre precedente).

In crescita anche quanti ritengono che il Paese uscirà dalla crisi nei prossimi 12 mesi (+2 pp, 22% secondo trimestre 2019 vs 20% del primo). Stabile al 18% la quota del campione che si dichiara fiduciosa nella ripresa del mercato del lavoro.

Una volta coperte le spese essenziali (bollette, rate del mutuo, affitti, etc.), gli italiani dichiarano di voler utilizzare il denaro restante come risparmio (44% vs 42% del trimestre precedente), per “vacanze/viaggi” (+2pp, 43%). In calo, invece, le voci intrattenimento fuori casa (29%), saldo di debiti/carte di credito/prestiti (11%), decorazioni ristrutturazioni domestiche (12%).

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