L’89% degli italiani accede a internet tramite mobile

Questo uno dei dati presenti nell’ultimo Mobile Survey Usage di AdColony, marchio distribuito in esclusiva in Italia da Moving Up, che analizza le tendenze della spesa pubblicitaria 2018 su dispositivi mobili

di Cosimo Vestito
20 febbraio 2019
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AdColony, la piattaforma statunitense di pubblicità mobile di cui è rivenditore in esclusiva per il mercato italiano Moving Up, ha rilasciato Mobile Survey Usage: l’ultima ricerca sullo stato di salute e le tendenze della spesa pubblicitaria 2018 via dispositivi mobili.

I dati che emergono dall’analisi condotta rilevano una crescita nel ricorso dei telefoni cellulari da parte degli utenti statunitensi nel corso della giornata, pari all’82% contro un 18% di fruizione tramite tablet. Sono dati che indicano una preminenza di accesso e consultazione di informazioni e contenuti (anche pubblicitari) in mobilità, sebbene su schermi di misura ridotta rispetto a quelli di tablet e pc.

Guardando ai consumatori italiani, questa tendenza è confermata e supportata anche da un’altra analisi secondo la quale l’89% degli italiani accede a internet tramite dispositivi mobili, contro l’85% che accede da desktop e il 40% da tablet (fonte: Italy Market Report, Global Web Index 2017). Le fasce di età che maggiormente ricorrono agli smartphone, identificandoli quale dispositivo di riferimento per la ricerca e l’accesso alle informazioni, sono quelle dai 16 ai 24 anni (per il 71%) e dai 25 ai 34 (per il 62%); per quanto riguarda le fasce di età più alte, si osserva una decrescita proporzionale del 10% ogni dieci anni d’età in più.

Mobile Usage Survey-infografica

Oltre oceano, come mostra l’infografica, Apple è ancora in testa alla monetizzazione mobile (33%), seguita da vicino da Samsung (29%), mentre in Italia nel 2017 i dispositivi di casa Samsung risultavano preferiti a quelli Apple (41% vs 19%) presso i consumatori finali. Un dato questo che segnala agli inserzionisti l’importanza di garantire una copertura relativamente ampia del sistema operativo e della piattaforma per raggiungere una vasta gamma di consumatori.

Negli ultimi anni, l’industria ha anche notato un aumento dell’uso del telefono cellulare durante le ore serali, allontanandosi dal consumo dei media tradizionali come la tv. E sebbene la televisione rimanga un mezzo di comunicazione dominante in molte famiglie, la gente sta ora prestando attenzione ai piccoli schermi durante le ore della prima serata.

Un dato ulteriore, altrettanto interessante, riguarda la fonte principale di dati con il WiFi a porsi quale loro principale sorgente, con il 69% delle richieste pubblicitarie, rispetto al 23% di provenienza da dati mobile.

Le previsioni per il mercato pubblicitario mobile (e non solo)

Quest’anno si prevede che il mobile varrà 93,25 miliardi di dollari di spesa pubblicitaria, rendendolo di gran lunga la piattaforma leader per gli inserzionisti americani. È quanto emerge dall’edizione 2019 del Mobile Trends Report di eMarketer, secondo il quale anche altri aspetti detteranno un cambiamento significativo, per gli inserzionisti tanto quanto per gli utenti finali.

Il primo è l’automazione, che sarà al centro di tutto a partire dal programmatic. Entro cinque anni da oggi, se non si sta comprando il 100% dei media digitali programmaticamente “è meglio cambiare lavoro”, secondo Paul Fields, Senior Manager of Strategic Partnerships di AdColony. E questo vale non soltanto per i media digitali, in cui il programmatic ha già preso il sopravvento ma, nel prossimo futuro, anche in canali OTT, streaming TV e radio digitali tra gli altri.

Per dare un’idea di questo tendenza, la tv in programmatic rappresenta ora solo il 3% della spesa pubblicitaria televisiva, ma eMarketer prevede che gli inserzionisti statunitensi acquisteranno 3,8 miliardi di dollari in annunci televisivi programmatici nel 2019, con un aumento del 236% rispetto all’anno scorso. Al di là di questo rapido aumento della TV programmatica, l’automazione sarà nel DNA di tutte le altre tendenze ad-tech, che non vogliono rischiare di restare indietro sui tempi.

Il secondo aspetto da tenere in considerazione, in particolare per il comparto mobile, è che nel 2019 gli acquirenti continueranno a volere esperire l’immediatezza dello shopping mobile e un’esperienza mobile senza soluzione di continuità. Come risultato, precisa AdColony, i media partner hanno iniziato a introdurre modi per ottimizzare la tecnologia mobile-first per portare le funzionalità proprie di una app o di un sito mobile di un marchio all’interno della creatività stessa (ad esempio, la funzionalità di aggiunta al carrello direttamente dall’annuncio senza dover lasciare l’app in cui si è).

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