Come evolverà il contenuto di marketing post-Coronavirus? Lo studio di Miyagi

Analizzando il consumo di media durante il lockdown e con un approfondimento sui trend di comunicazione, la società prova a delineare le possibili strategie di adattamento di aziende e agenzie sul mondo dei contenuti

di Rosa Guerrieri
09 giugno 2020
miyagi-coronavirus

L’Italia è uno dei Paesi che per primi e con maggior forza è stato colpito dal Coronavirus e che, pertanto, ha attuato le norme di contenimento più stringenti e lunghe. Gli effetti della quarantena, della chiusura delle attività e del distanziamento sociale, soprattutto, hanno intaccato la vita delle persone e quasi ogni aspetto della società. Anche la comunicazione nella sua attività di produzione di contenuti ne è stata colpita, nella misura in cui la fruizione stessa dei contenuti nei mesi scorsi è cambiata. La costrizione a restare a casa ha portato a un aumento dell’attività online, non solo per tutte quelle cose che già facevamo, ma rendendo social ogni aspetto della nostra vita.

Il Coronavirus ha cambiato e cambierà ulteriormente il modo di pensare e produrre contenuti? Da questa domanda è partito “Content Evolution 2020”, il paper di ricerca realizzato dal Team Strategy di Miyagi, agenzia di Creative Content Marketing, che, analizzando i dati di media consumption (italiani e internazionali) durante il lockdown e con un approfondimento sui trend di comunicazione, prova a delineare quali potrebbero essere le strategie di adattamento di aziende e agenzie sul mondo dei contenuti.

Negli ultimi mesi vissuto una situazione unica, in cui le persone hanno aumentato di circa il 60% la fruizione di contenuti. In questo scenario si sono inseriti i brand che non hanno smesso di fare comunicazione e hanno reagito alla situazione intercettando il bisogno degli utenti di interagire e di socializzare con i contenuti (live streaming) e sfruttando chi poteva realizzare dei contenuti di qualità anche da remoto (i content creators) per veicolare dei messaggi di marca positivi per differenziarsi da una pletora di contenuti troppo simili tra loro.

E la situazione è ancora in evoluzione. Nonostante il picco della crisi sanitaria sia passato, ci potrebbero essere degli aspetti che influenzeranno la vita delle persone anche in futuro, come la possibile paura di frequentare luoghi affollati come eventi, teatri, aerei ma anche punti vendita. E se queste attività, fisiche e di esperienza, continueranno a diminuire, allora potremmo assistere allo sviluppo di alcuni trend che cercheranno di riportare sul digitale quelle necessità.

A questo link è possibile accedere alla ricerca completa.

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