Linkontro2015/Gli italiani e la ripresa: si riparte dal food

Cresce la fiducia dei consumatori nella ripresa, come cresce la predisposizione alla spesa quando si tratta di cibo. Parte da qui il tradizionale appuntamento targato Nielsen

di Teresa Nappi
21 maggio 2015
Linkontro-nielsen

Gli italiani e la ripresa della buona tavola. Comincia con questo concept Linkontro 2015, il tradizionale appuntamento di Nielsen dedicato alla business community dei consumi, in programma dal 21 al 24 maggio 2015 presso il Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula.

«E’ l’Alimentare il settore che in questa prima metà dell’anno mostra più vivacità e che, complice l’EXPO, può dare una spinta significativa alla ripresa», dichiara Giovanni Fantasia, a.d. di Nielsen Italia.

A sinistra Giovanni Fantasia nel corso della conferenza stampa di apertura de Linkontro

Si riparte dal cibo, dunque. Sì perché a quanto risulta dalla ricerca Nielsen Global Survey on Health Wellness and Nutrition condotta dall’azienda su un campione di 30.000 individui in 60 Paesi (tra cui l’Italia), sono proprio l’attenzione al benessere, all’alimentazione e alla sostenibilità le principali motivazioni che stanno spingendo il consumatore alla spesa, come conferma lo stesso Fantasia: «Il dato più rilevante che emerge dalla nostra Survey è senz’altro quello di un nuovo approccio agli alimenti da parte del consumatore, caratterizzato da una sempre maggiore attenzione agli aspetti salutistici dei cibi. Questa si contestualizza nella consapevolezza che una giusta alimentazione sia lo strumento più adeguato per prevenire e gestire disfunzioni fisiche. Lo dimostra anche la maggiore predisposizione a spendere qualcosa in più pur di avere cibo sano».

Che l’alimentazione stia trainando la ripresa si evidenzia anche da piccoli ma significativi segnali di crescita nei primi 4 mesi del 2015. In particolare, rispettivamente a Valore e a Volume, il comparto Grocery nel nostro Paese ha registrato un +1,1% e un +1,2%, primi numeri positivi dopo tre anni di segni meno.

Tutto questo è inevitabilmente accompagnato da un netto aumento dell’indice di fiducia dei consumatori che si porta a oltre la metà (57 per la precisione) di una scala di valori che va da 0 a 100.

Dunque siamo dinnanzi a un consumatore moderatamente più fiducioso e sempre più attento alla Nutrizione e, dato il ruolo sempre più centrale che questo riveste nel determinare e incidere sul business, le aziende sono chiamate a una maggiore responsabilità e alla trasparenza: «Il tema della nutrizione – ha dichiarato ancora Giovanni Fantasia – rientra tra quelli più critici della nostra epoca. E’ necessario che produttori e distributori siano consapevoli di questo cambio di mentalità dei consumatori e mettano in atto politiche di sviluppo di nuovi prodotti, sempre più naturali e sempre meno processati. Ma non solo. Occorre intraprendere anche un percorso culturale, che porti all’adozione di modelli nutrizionali sempre più sostenibili e in sintonia con i trend demografici che contraddistinguono il nuovo millennio».

Un percorso quest’ultimo che passa anche per una comunicazione chiara del prodotto, prima di tutto attraverso etichette e packaging da cui è necessario che si evinca con trasparenza quanto si propone a un consumatore che ormai dispone di innumerevoli mezzi per informarsi e per esprimere con forza la propria opinione.

«Questo richiede alle marche uno sforzo. La ripresa si ha anche se ci si impegna per averla. L’atteggiamento deve essere dunque propositivo e di maggiore impegno, un impegno che passa anche per la comunicazione pubblicitaria. Su questo fronte registriamo una concreta attenzione delle aziende che stanno compiendo un grande lavoro per la riallocazione dei budget, consapevoli che il consumatore ha trovato il modo di esprimersi e di informarsi attraverso molteplici mezzi. Ecco che diventa sempre più significativo lo sforzo di improntare le strategie di marketing dei prodotti guardando sempre più alla comunicazione integrata, che coinvolga più mezzi, come per esempio la tv e il mobile».

Da qui la domanda: questi segnali di ripresa si avvertiranno dunque spingeranno dunque le aziende a maggiori investimenti? «Gli ultimi dati diffusi, relativi al mese di marzo, sono incoraggianti (1,2%, ndr), e non ci sono per ora motivi per pensare che non si proseguirà su questo trend. Non abbiamo ancora dati definitivi su aprile, ma quello che è certo è che la fiducia del consumatore riflette e si riflette in quella delle aziende, che tanto stanno facendo nell’ottica di tenerlo sempre al centro delle proprie strategie», conclude il manager.

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