Linkontro Nielsen: la fiducia dei consumatori cresce, ma frena quella delle imprese

Da questa particolare evidenza prendono il via i lavori della 35esima edizione dell’appuntamento annuale dedicato al Largo Consumo, un mercato in crescita, ma sul quale si addensano nuvole

di Teresa Nappi
16 maggio 2019
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Laurent Zeller (Presidente e AD di Nielsen Italia) alla conferenza stampa de Linkontro 2019

Build Trust – Rigenerare fiducia per guardare lontano: sono queste le parole che intendono ispirare la 35esima edizione de Linkontro Nielsen, l’appuntamento annuale dedicato alla business community del largo consumo, che vede la partecipazione dei principali player del settore.

Inaugurato dalla tradizionale conferenza stampa pre-convegno, l’evento vede quest’anno al timone Laurent Zeller, di recente scelto per ricoprire la carica di Presidente e Amministratore Delegato di Nielsen Italia, dopo la scomparsa di Roberto Pedretti (leggi qui l’articolo dedicato alla sua nomina).

«Il tema di questo evento, “Build Trust” è fondamentale per le nostre industrie. E vedo Nielsen giocare un ruolo importante come facilitatore del dialogo tra la grande distribuzione e tutti i produttori (grandi e piccoli). Nielsen è un brand e un partner fidato che connette il consumatore, il distributore e il produttore», ha detto il manager salutando i giornalisti.

«Fiducia e trasparenza per me sono due parole complementari e voglio che Nielsen si posizioni sempre più come attore super partes al centro del tavolo di negoziazione, facilitando la collaborazione, stimolando la discussione, dando un quadro di riferimento e integrità ai flussi di dati, promuovendo pratiche collaborative che aiuteranno il commercio a servire meglio i consumatori».

In numeri del largo consumo

A prendere la parola nel corso della conferenza stampa di apertura de Linkontro, è stato poi Romolo de Camillis, Retailer Services Director di Nielsen Italia, che ha reso note i più recenti dati sulla situazione di mercato del largo consumo in Italia relativi ai primi 4 mesi dell’anno.

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Romolo de Camillis

Secondo le analisi condotte dalla company, nel periodo gennaio-aprile 2019 le vendite a valore (che corrispondono al fatturato prodotto) del food nel largo consumo in Italia hanno fatto registrare un incremento del +2,3% sullo stesso periodo dell’anno precedente.

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L’incremento complessivo del comparto nel nostro Paese, a totale negozio, è pari al +2% a valore (sempre nello stesso periodo), con una previsione di chiusura dell’anno +1,5% a valore.

«La fiducia degli italiani è stabile (cala solo a quota 68 rispetto ai 70 punti del 4° trimestre 2018), senza segnali evidenti di ritorno ai livelli bassi del passato e in linea con quanto osservato negli altri Paesi europei», dichiara de Camillis.

«Da qualche mese, però, il vero gap è nella fiducia rilevata tra le imprese», precisa ancora il manager, richiamando l’attenzione sulla spirale discendente, e le conseguente percezione dei lavoratori/consumatori sul futuro, che questo può innescare: «Se le imprese rallentano negli investimenti, tutto soffre e si ferma», con ripercussioni inevitabili anche sulla pubblicità, aspetto approfondito a margine della conferenza da Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen (leggi qui l’intervista).

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Guardando però al settore, il manager dichiara: «Il ruolo del mondo del largo consumo, comunque, rimane centrale nel panorama macro-economico del nostro Paese, anche a fronte di un PIL vicino a crescita zero. Il valore creato in questa filiera non è espressione delle mere esigenze quotidiane dei consumatori, deriva bensì da una crescente ricerca di benessere e servizio tra i prodotti di uso comune. Un insight fondamentale per l’intero settore: vivere bene e concedersi un lusso sono necessità che un carrello della spesa può soddisfare in modo eccellente».

A crescere nei primi quattro mesi sono tutte le categorie di prodotto e, dopo due anni in negativo, nel 2019 tornano a crescere anche le vendite in promozione, +1,7% a valore, con la pressione promozionale (rapporto tra le vendite promozionate e il totale) stabile al 28,9%.

A livello di aree si osserva una crescita a valore maggiore al Sud e nelle Isole rispetto al resto d’Italia. I valori registrati sono i seguenti: Nord Ovest +2,2%, Nord Est +1,7%, Centro +2,5%, Sud e Isole +2,6%.

In uno scenario competitivo sempre più esteso, e che offre sempre più scelta al consumatore, il discount è il canale più “interessante”: dopo più di cinque anni di crescita continuativa, inizia a configurarsi come un vero e proprio competitor del canale super, investendo in servizio – basti pensare che ormai il comparto del fresco pesa il 35% del totale negozio. Inoltre il canale discount è leader per margine: l’utile prodotto dalle principali aziende discount rappresenta bene il 34,2% degli utili distributivi (fonte Mediobanca).

Anche tra i produttori assistiamo a cambiamenti significativi nei rapporti di forza, con l’innovazione che continua a svolgere un ruolo chiave per la crescita. Per esempio, l’attenzione ai temi ambientali porta i prodotti del cura casa con claim green a salire del +3,1%.

L’incidenza dell’ecommerce 

Interessante l’evoluzione che il settore sta vivendo poi grazie all’ecommerce.

Una prima mappa dell’offerta online fa registrare che sono circa 830 i punti vendita che nel Paese offrono i servizi click & collect (ordino online e ritiro nel punto vendita) e click & drive (ordino online e ritiro con l’auto). Dalla stessa analisi si desume che i c.a.p. coperti dall’home delivery (consegna a domicilio) sono 1.760, cioè il 38% del totale Paese .

Al netto degli sviluppi dell’offerta online, le vendite mostrano una crescita significativa nel primo quadrimestre 2019 (variazione di fatturato pari a +27,70%), contribuendo per circa lo 0,2% alla crescita complessiva della GDO.

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«Magari non sono per ora numeri impressionanti, ma questa voce è destinata a cambiare completamente lo scenario e a imporre nuove regole nel mondo della GDO e dei consumi», ha detto ancora de Camillis.

Aperture domenicali e aumento dell’IVA 

Due sono, infine, i fattori che secondo Nielsen più di tutti potranno influire su questi andamenti e su questo clima di fiducia (dei consumatori, in particolare).

Dato il dibattito in corso sul tema delle aperture domenicali (è in valutazione la proposta di vietarle a tutti i punti di vendita), Nielsen ha misurato l’incidenza delle vendite delle domeniche, quantificandole nel 10% del totale – in crescita rispetto al passato.

Un eventuale provvedimento di chiusura potrebbe incidere non solo sulle vendite complessive, ma anche sulle dinamiche competitive tra le insegne, dato che l’incidenza è significativamente differente a seconda del formato distributivo e delle politiche di apertura adottate dai vari player.

Anche un possibile aumento dell’IVA potrebbe avere effetti negativi sulle vendite del largo consumo, con consumatori pronti ad adottare misure contenitive per neutralizzare gli aumenti di prezzo.

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