Lavoro: il 67% degli italiani usa i motori di ricerca per trovare offerte “originali”

Lo dice una ricerca condotta da Duepuntozero Doxa per Google, secondo cui i search engine sono una finestra aperta sul mondo delle professioni, anche e soprattutto quelle “introvabili” su canali tradizionali

di Rosa Guerrieri
06 maggio 2014
ricerca lavoro online

In un’Italia in cui il tema del lavoro è all’ordine del giorno, sempre più persone usano internet come risorsa per trovare professioni e persone con cui collaborare, per differenziarsi e avviare un’attività imprenditoriale.

A rivelarlo è l’indagine “Gli italiani e i motori di ricerca” condotta da Duepuntozero Doxa per Google, con l’obiettivo di comprendere il ruolo che i motori di ricerca hanno assunto per gli utenti della rete. Interrogati su cosa gli italiani cercano su internet, è emerso chiaramente come i motori di ricerca offrano a coloro che cercano un lavoro o vogliono rimettersi in gioco una serie di opportunità e spunti che non sempre emergono attraverso una ricerca tradizionale.

Il motore di ricerca rappresenta infatti una finestra aperta sul mondo del lavoro: l’indagine evidenzia che il 66% degli italiani lo usa per trovare spunti inediti per svolgere in modo nuovo e differente il proprio lavoro, il 48% lo utilizza alla ricerca di idee innovative per una nuova attività, il 47% per cambiare lavoro, il 40% perché è alla ricerca di persone con cui iniziare rapporti professionali.

E non manca chi cercando in rete ha scoperto nuove professioni, trovandole in alcuni casi seriamente interessanti e in altri semplicemente curiose. In particolare, il 67% degli italiani utilizza i motori di ricerca per identificare offerte di lavoro disponibili solo su internet, mentre il 63% ha scovato online lavori di cui ignorava addirittura l’esistenza.

Dalla ricerca, poi, sono emersi anche degli spunti particolarmente originali: come la professione del tree climber, che pota gli alberi con la tecnica dell’arrampicata su roccia per offrire servizi di giardinaggio professionale a costi contenuti. In rete c’è poi chi si è imbattuto nella duola, una figura assistenziale molto diffusa all’estero, ma ancora poco presente in Italia, che supporta le future mamme e le puerpere: una donna che, forte della propria esperienza personale e della propria preparazione, offre un sostegno su misura, intimo e confidenziale a chi è in attesa di un bimbo.

Ma gli esempi mettono in luce anche professioni altamente specializzate come il memory augmentation surgeon, il medico che aiuterà gli anziani a conservare la memoria. Il campo dell’assistenza alla persona è, infatti, destinato ad avere notevoli sbocchi in futuro, soprattutto se si considera che l’aspettativa media di vita è destinata a salire a 85 anni entro il 2040.

Dai risultati della ricerca emerge chiaramente che dal web arrivano numerosi spunti originali anche per sviluppare professioni inedite o dare nuova linfa a lavori tradizionali: tra gli intervistati c’è chi ha aperto piccoli negozi ambulanti per offrire spuntini e colazioni, chi utilizza internet per fornire consigli e consulenza per gestire semplici pratiche burocratiche, chi si propone per scrivere delle lettere su qualsiasi argomento o biglietti di auguri per le più disparate ricorrenze. Infine, non manca chi ha deciso di aprire le porte di casa a stranieri in vacanza in Italia per far assaggiare i piatti tipici della cucina italiana.

«L’indagine fotografa un mercato del lavoro in forte evoluzione, su cui agiscono due fattori: da un lato la crescita della popolazione online, spinta dall’uso in mobilità, dall’altro la difficile congiuntura economica che determina una notevole complessità nel trovare uno sbocco professionale – commenta Federico Capeci, amministratore delegato di Duepuntozero Doxa -. Da qui la necessità di cercare le opportunità lavorative in maniera diversa, proattiva e con un pizzico di creatività: una necessità che, stando ai dati rilevati, gli italiani sembrano aver capito e, direi di più, messo in pratica autonomamente».

 

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