Internet per navigare e leggere news: la fotografia italiana dell’Istat

Secondo il rapporto, il 33,2 per cento della popolazione usa la rete per la lettura di giornali e riviste. Un fenomeno differenziato nelle varie regioni, e ancora poco diffuso rispetto alla media europea

di Rosa Guerrieri
11 febbraio 2014
istat news internet

Poco meno di un italiano su due (49,4%) legge un quotidiano almeno una volta a settimana e, tra questi, il 36,2% almeno cinque giorni su sette. A dirlo è il rapporto “Noi Italia, 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo” pubblicato dall’Istat.

Secondo lo studio, sono inoltre sempre più numerose le persone che utilizzano internet per la lettura di giornali, news o riviste: nel 2013, in Italia, sono il 33,2 per cento della popolazione di 6 anni e più. La quota maggiore di utilizzatori della rete per la lettura online si riscontra tra i 15 e i 54 anni, con un picco nella fascia 20-24 anni (56,8 per cento). Dal 2005 al 2013 aumenta considerevolmente la quota di persone di 6 anni e più che legge giornali, news o riviste (dall’11,0 per cento del 2005 al 33,2 per cento del 2013); in particolare nell’ultimo anno si registra un incremento di 7,7 punti percentuali.

Rispetto a questa forma di utilizzo della rete, l’Italia si colloca al di sotto della media europea. Nel 2012, infatti, nel nostro Paese il 30 per cento della popolazione tra i 16 e i 74 anni ha letto o scaricato giornali, news o riviste dal web, mentre il valore medio registrato per i cittadini dei 27 paesi dell’Unione è pari al 45 per cento. L’incidenza di coloro che navigano nella rete per svolgere questa attività è, nel nostro Paese, simile alla Francia (31 per cento) e insieme alla Polonia (30 per cento) si posiziona all’ultimo posto della graduatoria. I paesi con la più alta quota di utilizzatori della rete per la lettura di giornali, news e riviste sono la Svezia e la Finlandia dove tale quota raggiunge l’80 per cento.

L’utilizzo del web per leggere giornali, news, riviste è abbastanza differenziato a livello territoriale. L’area del Paese in cui questo fenomeno è più diffuso è il Nord-est (37,6 per cento), mentre nel Mezzogiorno la quota di popolazione che dichiara di utilizzare Internet per svolgere questa attività scende al 27,1 per cento. In particolare, le regioni più attive sono Emilia-Romagna, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Toscana con valori uguali o superiori al 37,0 per cento. Sul versante opposto, le regioni in cui l’uso della rete per leggere giornali, news, riviste è meno diffuso sono Calabria, Campania, Sicilia e Puglia, con valori che si attestano al di sotto del 27,0 per cento. Gli uomini mostrano una maggiore propensione verso quest’attività (il 37,7 per cento rispetto al 29,0 per cento delle donne). Va rilevato però che fino a 34 anni le differenze di genere sono piuttosto contenute o inesistenti, mentre sono accentuate tra i 45 e i 74 anni dove si riscontra una netta prevalenza maschile.

Per quanto riguarda web e banda larga, secondo l’Istat in Italia il 54,8 per cento della popolazione di 6 anni e più utilizza internet, ma solo il 33,5 per cento lo fa quotidianamente. Le nuove generazioni utilizzano maggiormente la rete: quasi 9 giovani su 10 tra i 15 e i 24 anni si connettono a internet, più della metà lo fa tutti i giorni. Dal 2001 al 2013 si registra un aumento consistente nella quota di utenti di internet di oltre 27 punti percentuali, mentre il numero di utenti che utilizza quotidianamente il web quasi si quintuplica (dal 7,1 per cento del 2001 al 33,5 per cento del 2013).

Nel confronto internazionale il numero di utenti di Internet in Italia nel 2012 è decisamente inferiore alla media europea. La quota di persone di 16-74 anni che si è connessa almeno una volta a settimana negli ultimi 3 mesi precedenti l’intervista si attesta al 53 per cento, a fronte di un valore medio per i paesi dell’Ue27 pari al 70 per cento. La posizione nazionale è simile a quella di Bulgaria, Grecia (50 per cento) e Portogallo (56 per cento), mentre Svezia, Paesi Bassi e Lussemburgo registrano valori uguali o superiori al 90 per cento.

Nelle diverse aree del Paese si riscontra un atteggiamento sensibilmente differente nell’utilizzo del web. Nelle regioni del Centro-Nord più della metà delle persone di almeno 6 anni dichiara di aver utilizzato internet nel corso del 2013; in particolare, la provincia autonoma di Bolzano è la più attiva con il 65,1 per cento, seguita dalla Valle d’Aosta (61,0), dal Veneto e da Friuli-Venezia Giulia (60,0). Livelli di utilizzo molto più bassi si registrano nelle regioni del Mezzogiorno dove la quota degli utenti di internet scende al 47,7 per cento. Le regioni più svantaggiate sono la Campania (44,2 per cento) assieme alla Calabria (44,7 per cento) al Molise e alla Sicilia (poco più del 47 per cento). Gli uomini sono i maggiori utilizzatori, con uno scarto di 10,5 punti percentuali rispetto alle donne (60,2 per cento contro il 49,7 per cento). Va rilevato però che dagli 11 ai 34 anni le differenze di genere sono piuttosto contenute o inesistenti, mentre si accentuano tra i 45 e i 74 anni dove si riscontra una netta prevalenza maschile. I valori relativi all’utilizzo quotidiano della rete mostrano come la maggior parte delle regioni del Centro e del Nord siano in linea o superiori al valore nazionale (33,5 per cento); le regioni del Mezzogiorno presentano valori più contenuti dovuti anche alla differente dotazione infrastrutturale.

Il rapporto è visibile online in forma completa.

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