Gli italiani e l’intelligenza artificiale: piace al 58%, il 20% è sfavorevole

Lo rivela una ricerca condotta da Doxa per conto di Rocket Fuel secondo cui il 46% degli intervistati ritiene che l’intelligenza artificiale sia già parte della vita di tutti. Solo il 15% sa che viene utilizzata in ambito marketing e pubblicità

di Caterina Varpi
20 gennaio 2016
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Enrico Quaroni

Gli italiani sono favorevoli all’intelligenza artificiale. E’ quanto emerge da una ricerca commissionata da Rocket Fuel a Doxa (che ha intervistato 1000 utenti italiani, tra i 18 e i 64 anni, a novembre del 2015) per sondare l’opinione degli italiani riguardo a questa tecnologia. Il 58% dei rispondenti ha detto di ritenerla fondamentale per risolvere alcuni grandi problemi o di trovarla esaltante, solo il 20% è invece sfavorevole, con un 12% che la ritiene una minaccia per l’umanità e l’8% che ne è addirittura terrorizzato.

I più ottimisti del campione appartengono alla fascia d’età 35-44, mentre i più preoccupati a quella dai 55 ai 64 anni.

Quasi la metà (46%) ritiene che l’intelligenza artificiale sia già parte della vita di tutti e, infatti, ritiene che venga già utilizzata nella vita quotidiana. Solo il 7% pensa che sia ancora fantascienza.

L’ambito in cui si pensa venga utilizzata di più è la tecnologia (60%), seguita dall’esercito (50%) e medicina (34%). Solo il 15% sa che viene utilizzata in ambito marketing e pubblicità e questo è proprio l’ambito in cui viene impiegata da Rocket Fuel, che applicando l’intelligenza artificiale ai big data, ha messo a punto la soluzione Moment Scoring in grado di effettuare un calcolo in tempo reale su ogni possibile annuncio per determinare la probabilità che un consumatore esegua un’azione definita. Moment Scoring va oltre il marketing 1:1, imparando a prevedere quali azioni di marketing portare avanti per una campagna in un preciso momento, che si traduce in un uso più efficiente degli investimenti di marketing.

«In questa ricerca gli italiani si sono dimostrati al passo con i tempi, infatti, non temono l’intelligenza artificiale ma considerano i suoi lati positivi e le opportunità che ne possono derivare. Rocket Fuel è stato un innovatore in questo campo e ci aspettiamo di sorprendere i nostri clienti anche in futuro, mettendo a loro disposizione strumenti fino ad oggi impensabili», ha commentato Enrico Quaroni, managing director Italia di Rocket Fuel.

Riguardo all’impatto che l’intelligenza artificiale potrà avere sulla vita lavorativa nei prossimi 5 anni, il 53% degli italiani non la vede come una minaccia, infatti, il 31% pensa che non avrà nessun impatto, mentre il 22 % dice addirittura che migliorerà il proprio lavoro. Solo il 13% la percepisce come minaccia. I giovani tra i 18 e 35 anni sono i più entusiasti, con un 25% che ha risposto che pensa che porterà benefici al loro lavoro, mentre nella fascia dai 55 ai 64 anni prevale, con un 39%, l’opinione che non avrà nessun impatto.

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