In Italia cresce di 6 punti l’indice di fiducia dei consumatori, che restano però ancora prudenti

Secondo la survey “Global Consumer Confidence” di Nielsen relativa al secondo trimestre 2014, nel nostro Paese migliora il sentiment degli utenti finali: in calo anche i tagli su diverse voci di spesa

di Teresa Nappi
22 luglio 2014
consumi-Nielsen

Sono stati ufficializzati i risultati della survey “Global Consumer Confidence” di Nielsen relativa al secondo trimestre 2014. Secondo l’ultima release dello studio, l’indice di fiducia dei consumatori italiani cresce di ben 6 punti nel secondo trimestre 2014 rispetto al primo, posizionandosi a quota 51.

Dopo l’India (+7), si tratta dell’incremento più alto a livello globale, che ha positivamente influenzato anche il trend europeo cresciuto a 77 (+2 punti vs 1° trimestre 2014). Con l’Italia hanno fatto registrare un andamento positivo anche gli indici di Francia (60) e Regno Unito (90) (rispettivamente +1 e +3 punti vs 1° trimestre), per l’Europa, così come quello degli Usa (+4).

La fiducia è, invece, diminuita complessivamente in America Latina (-3 punti), Medio Oriente (-1) e Giappone (-8). Anche la Germania ha fatto registrare una battuta d’arresto, con un decremento di 3 punti rispetto al primo trimestre 2014.

La survey è stata eseguita su un campione di 30.000 individui in 60 Paesi del mondo.

«I trend positivi di fiducia registrati in Europa e Nord America costituiscono una ventata di ottimismo per quanto riguarda la ripresa economica dei mercati maturi», ha dichiarato Giovanni Fantasia, amministratore delegato Nielsen Italia. «In particolare, il miglioramento del clima di fiducia dei consumatori italiani si inserisce all’interno di un contesto politico in cambiamento con l’insediamento di un nuovo esecutivo, che ha promesso l’adozione immediata di misure anti-crisi. Pur rimanendo ancora vigili nei comportamenti di acquisto e consumo, gli italiani mostrano piccoli segnali di miglioramento sul clima economico e sulla percezione del futuro rispetto al primo trimestre: segnali di fiducia che vanno colti e soprattutto conquistati, pena la conferma, anche per quest’anno, di un trend di fiducia che ha visto l’Italia scendere ai minimi storici».

Quest’ultima affermazione di Fantasia trova riprova nei dati relativi alla ormai “abusata” espressione spending review. L’istituto infatti registra una frenata dell’azione di taglio da parte degli italiani sulle singoli voci di spesa. Calano infatti di 10 punti gli italiani che risparmiano sui pasti fuori casa (il 58% del campione), di 9 punti quanti tagliano sull’abbigliamento (il 59% del campione) e di 6 punti coloro che risparmiano sui divertimenti (il 54%). Nello stesso tempo, è ancora il 54% chi vigila sulle spese alimentari, il 39% sui beni per la casa, il 38% su gas ed elettricità. Si rileva una minore propensione a tagliare su divertimenti casalinghi (23%), alcol (14%) e fumo (13%).

I numeri leggermente in rialzo, comunque, fanno ben sperare e ci portano a credere con un po’ più di forza nella ripresa, necessaria per mettere in moto i consumi e il mercato a cui è inevitabilmente legata anche la pubblicità.

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