GroupM: mercato pubblicitario 2019 a +3,4% nel mondo

Nel 2020 crescerà del 4,7%, anno in cui il digitale raggiungerà una quota del 50% dell’industria. Lo si legge nel Worldwide Media Forecast

di Cosimo Vestito
14 giugno 2019
pubblicità

GroupM ha pubblicato il suo ultimo Worldwide Media Forecast, intitolato “This Year, Next Year”, in cui sono contenute le previsioni dell’industria pubblicitaria in oltre sessanta paesi, tra il 2019 e il 2020.

Si stima una crescita del 3,4% nel 2019, o del 4,6% escludendo la pubblicità politica negli Stati Uniti. Per il 2020, il rapporto prevede un incremento del 4,7%. Aggiungendo la pubblicità politica negli Stati Uniti, la crescita globale complessiva sarà oltre il 6%.

Globalmente, gli Stati Uniti sono un motore importante della progressiva espansione dell’industria, ma un contributo importante arriva anche da Cina, Brasile, India e Regno Unito. Ad ogni modo, la pubblicità digitale continua essere il medium a maggior crescita nei mercati analizzati.

“Benché i fondamentali economici che supportano il settore pubblicitaria siano in qualche modo fragili in questo momento, le tendenze di crescita per ora stanno reggendo”, ha dichiarato Brian Wieser, global president of business intelligence, GroupM.

Il digitale varrà il 50% del mercato nel 2020

Non sorprende che le attività correlate a internet dominino il mercato pubblicitario globale, attraendo il 50% della spesa mondiale nel 2020, il doppio rispetto alla quota registrata dal 2014.

Ad ogni modo, il processo di maturazione dei media digitali, secondo GroupM, porterà a una stabilizzazione della loro quota. Come risultato, quindi, si assisterà anno dopo anno a una decelerazione, fino a registrare valori medi a livello globale.

La televisione perde quota

La televisione, che nel 2020 inciderà sul settore per il 30%, ha perso quota col tempo in quanto la sua crescita si è essenzialmente appiattita. A livello globale, GroupM si aspetta che il medium calerà del 3% nel 2019, prima di risalire nel 2020 del 1,5%. Questa volatilità è principalmente dovuta, si legge nel rapporto, al mercato statunitense, che rappresenta il 36% della pubblicità televisiva globale e risente pesantemente della pubblicità politica.

Di converso, i giornali caleranno di nuovo nel 2019 e nel 2020, rispettivamente -9,3% e -5,8%, ammontando solamente a 38 miliardi di ricavi pubblicitari. I giornali rappresentano attualmente il 6% della pubblicità globale totale, in calo dalla quota del 34% di 20 anni fa.

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