Marketing digitale: cresce l’interesse per le interfacce vocali e l’IOT

Scarsa cultura dell’innovazione e confusione nelle metriche di misurazione sono i 2 inibitori principali allo sviluppo del digital. Lo dice la sesta edizione della ricerca YourSight realizzata da Engage e Human Highway

di Andrea Di Domenico
09 ottobre 2019
Giacomo Fusina
Giacomo Fusina

L’industria della comunicazione e del marketing digitale sta attraversando un buon momento.

Lo conferma Yoursight, la ricerca realizzata da Engage e dall’istituto di ricerca Human Highway coinvolgendo i lettori di questo sito e di Programmatic Italia.

Nelle sei edizioni dello studio condotte negli ultimi 30 mesi, ha spiegato a Engage Conference 2019 Giacomo Fusina, Ceo di Human Highway, metà dei professionisti intervistati affermano che il business sta andando bene e nel prossimo futuro andrà anche meglio. Siamo in un momento che la maggior parte del campione definisce «Confuso» e «Dinamico», «Promettente» ma «Complicato» (su questi termini si concentra il 76% delle citazioni) e nell’ultimo anno è salita la sensazione di un settore segnato da grande dinamismo. Tuttavia, l’analisi di chi lavora in modo più intenso nell’ambiente digitale è più prudente e segnala un aumento della confusione e, talvolta, della stagnazione.

L’analisi dei trending topic torna a sottolineare l’importanza dei Social e si confermano l’intelligenza artificiale e l’importanza degli Influencer, anche se meno che in passato. Da un anno c’è interesse verso il Programmatic in ambito televisivo. I brand del momento sono quattro FAANG su cinque (Apple molto meno citato), con Amazon e Google che dominano il panorama ma in misura meno pronunciata rispetto alle scorse edizioni.

Tra le soluzioni per il marketing e la comunicazione digitale si distinguono l’Intelligenza Artificiale, la Marketing Automation e due in crescita: le interfacce vocali e l’IoT.

Nel 2017 Facebook era il social più interessante davanti a Instagram. Oggi i due servizi si sono scambiati le posizioni e Instagram è preferito a Facebook ma il gruppo mantiene saldamente la leadership del settore: 4 rispondenti su 5 indicano uno dei due brand come Social più adatto per le attività di marketing e comunicazione. TikTok non sfonda mentre Youtube e LinkedIn rimangono sui valori di due anni fa.

Negli anni ’20 vedremo la maturazione di alcune tecnologie digitali, caratterizzata dalla disponibilità e adozione da parte del grande pubblico. Alcune soluzioni innovative che diventeranno mainstream nel prossimo decennio sono il “Voice Commerce” nel 2024, l’identità digitale certificata nel 2026 e nello stesso anno l’accesso biometrico a strumenti e proprietà, la fine del portafoglio nel 2027 e la sanità digitale e basata sulla telemedicina nel 2028. Ultima innovazione, in termini cronologici, a diventare disponibile su larga scala è la mobilità cittadina ridefinita da taxi e mezzi pubblici che guidano da soli: bisognerà aspettare il 2029.

Nel frattempo i due inibitori principali allo sviluppo del digitale sono rappresentati dalla scarsa cultura digitale e dalla confusione nelle metriche e nelle misurazioni delle attività di marketing. I due inibitori prevalgono in modo netto sugli altri 12 proposti ai rispondenti, con un’incidenza costante negli ultimi tre anni, a denotare il carattere strutturale del problema. Le grandi aziende segnalano molto più delle piccole la concorrenza dei mezzi tradizionali, l’AdBlock e la quota limitata di popolazione che usa i servizi online. Le piccole aziende notano in misura maggiore le conseguenze negative della scarsa viewability e la carenza di cultura digitale.

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