Ecommerce: 4,2 milioni di italiani comprano prodotti di moda online spendendo 500 euro l’anno

I dati sull’influenza dei canali digitali sul settore fashion sono stati presentati da ContactLab e hybris nell’ambito dell’evento “Omnicommerce, il futuro del Made in Italy”

di Simone Freddi
07 ottobre 2014
ecommerce-fashion

Il fashion shopping si svolge sempre di più online. In Italia, il numero di persone che nell’arco di un anno hanno comprato scarpe, vestiti o accessori di moda su internet sono 4,2 milioni, cioè il 16% del totale utenti internet regolari, spendendo mediamente 500 euro a testa.

Sembra molto – e lo è – ma se si pensa che solo in UK gli acquirenti di prodotti di abbigliamento online sono circa l’81% degli utenti, emerge tutto il potenziale dell’Italia, destinato a crescere ulteriormente specie per le aziende che saranno in grado di rispondere alle nuove esigenze dei loro clienti.

I dati emergono da un estratto dall’edizione 2014 dello “European Digital Behaviour Study di ContactLab, presentato in esclusva martedì nel corso dell’evento “Omnicommerce, il futuro del Made in Italy”, organizzato a Milano da hybris e Politecnico di Milano.

«Oggi più che mai, il retailer che vuole avere successo sul mercato necessita dell’integrazione assoluta di tutti i canali, digitali e fisici e, allo stesso tempo, deve creare una esperienza unica per il consumatore», ha spiegato Roberto Lei, country manager Italia, hybris software. «Oggi – ha aggiunto Lei – l’azienda può basarsi su una profilazione più completa fornita dallo stesso utente, che in cambio chiede al brand messaggi pertinenti, per creare una custumer experience unica e ben definita».
Roberto Lei

Prendendo in esame il totale utenti italiani che hanno fatto un acquisto di moda nelle ultime 4 settimane, quasi il 20% ha utilizzato i canali online, e quando l’utente conclude la transazione via ecommerce sono naturalmente i canali informativi digitali a guidarne maggiormente la scelta: 79% online vs 32% offline. I canali di informazione più utilizzati sono il sito del produttore (39%) e la scheda prodotto del sito di ecommerce (33%), ma in tanti scelgono anche di affidarsi alle recensioni online, ai siti web di comparazione dei prezzi e alle newsletter (19%).

La newsletter, in particolare, si conferma un utile strumento per i retailer: in Italia l’85% degli utenti Internet ne riceve almeno una e tra questi il 49% ne ha in casella almeno una relativa a prodotti di moda. La percentuale di iscritti alle newsletter del settore cresce tra gli utenti internet che acquistano online prodotti di moda: tra loro il 69% ne riceve una dedicata al fashion. Per questi utenti l’email è un canale fondamentale nel determinare l’acquisto: quasi otto online shopper di moda su dieci (77%) infatti hanno dichiarato di avere acquistato online partendo da un link all’interno della newsletter, navigando prima un po’ sul sito del prodotto.

Dalla ricerca emerge inoltre una forte propensione degli Italiani all’utilizzo di portali ecommerce multibrand specializzati (tipo Yoox e Zalando), mentre per esempio in Francia è molto apprezzato l’acquisto tramite i siti di vendite private, probabilmente anche grazie al successo di servizi come vente-privee.com, gigante da 1,6 miliardi di euro di fatturato con core business nella moda ma che non disdegna incursioni in categorie diverse, dalla auto al vino, passando per i sex toys.

«Dovremo abituarci a parlare di “commerce” senza distinguere tra offline o online» – ha commentato Andreas Schmeidler, country manager Italia di Vente-privee, tra i relatori invitati all’evento, che ha illustrato altre caratteristiche del comportamento di acquisto correlate al modello della vendita-evento tipico del sito. Un comportamento in rapida trasformazione sotto la spinta del mobile, che per Vente-privee vale già il 40% del fatturato: «Dalle 7 alle 9 del mattino abbiamo il picco d’accesso, in cui viene venduto oltre il 60% dei prodotti. Lo smartphone ha picchi di utilizzo al mattino nel momento di mobilità verso il luogo di lavoro e si alterna al computer, mentre alla sera abbiamo un forte traffico attraverso table, a cui la clientela maschile è sempre più affezionata», ha raccontato Schmeidler.

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