La donazione online piace agli italiani. Ma le organizzazioni non profit sfruttano poco internet

I risultati emersi dall’indagine condotta da Duepuntozero Doxa per PayPal Italia e Rete del Dono. Nel 2014, 1 donazione su 5 è stata effettuata utilizzando uno strumento di pagamento online

di Caterina Varpi
18 marzo 2015
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La donazione online piace perché comoda e immediata, viceversa scarseggia la presenza sul web delle organizzazioni non profit, a sfavore sia della circolazione di informazioni sulle ONP sia della creazione di relazioni dirette con il donatore. Sono questi alcuni dei risultati emersi dall’indagine, condotta da Duepuntozero Doxa per PayPal Italia e Rete del Dono, sulle nuove frontiere della donazione online.

L’83% degli internauti italiani, tra i 18 e 64 anni, ha effettuato nel 2014 almeno una donazione, scegliendo di farlo per acquistare un regalo solidale, per sostenere un’organizzazione non profit o per partecipare ad un’iniziativa di solidarietà (tra cui il crowdfunding). Tra questi donatori, 1 su 5 ha utilizzato internet per effettuare la propria donazione.

«Con questa ricerca sono state verificate le abitudini e gli atteggiamenti attuali e futuri verso il dono, al fine di comprenderne i drivers e le barriere per uno sviluppo più strutturato della donazione online, e quali siano i bisogni attualmente non coperti dai protagonisti del settore – dichiara Antonio Filoni, business executive di Duepuntozero Doxa – Stiamo parlando di milioni di persone, oltre 20, tra i 18-64 anni che si connettono a internet nel giorno medio, dove ben 16 milioni lo fanno da mobile: tutti potenziali donatori online».

Gli intervistati hanno dichiarato di aver compiuto nel 2014 mediamente 3 donazioni a favore di organizzazioni non profit, sostenendo principalmente le seguenti cause: Salute e Ricerca, Assistenza Sociale, Tutela dell’Ambiente e degli animali. Interessante evidenziare che 1 donazione su 5 è stata effettuata utilizzando uno strumento di pagamento online. A dispetto della crisi, la propensione a donare anche per il 2015 è alta: oltre il 20% ha dichiarato che nel 2015 donerà di più.

«Anche per le donazioni, è giunta l’era della people economy– afferma Angelo Meregalli, general manager di PayPal in Italia – Il mobile è la chiave di volta per avere informazioni, scegliere e decidere come donare, anche con poco tempo a disposizione. Il comportamento dei consumatori è cambiato tanto anche in questo settore che fino ad ora è rimasto legato a meccanismi tradizionali come la brochure a casa con annesso bollettino postale o il bonifico. Le charity possono cogliere rapidamente questa tendenza a patto di strutturare in maniera semplice ed intuitiva la propria offerta, anche con gli strumenti di pagamento più efficaci. PayPal intende essere a supporto di questo possibile cambiamento».

Per il 2015, risulta necessario un incremento della presenza web, funzionale alle attività di comunicazione online. La ricerca evidenzia infatti che internet è poco sfruttato dal settore non profit, anche solo in termini di presidio dello stesso. Si registra inoltre una bassa presenza digitale, limitata per lo più al sito, che spesso non è ottimizzato per la visualizzazione da dispositivi mobili come tablet e smartphone. Dai dati della ricerca emerge che siamo in presenza di una domanda da parte dei donatori, a cui non corrisponde ancora una sufficiente offerta da parte del mondo non profit.

«L’esito della ricerca – spiega Valeria Vitali, co-fondatore di Rete del Dono – è positivo e dimostra che il web si stia consolidando e affermando come canale di donazione. Il donatore è pronto a fare il salto, ma non dispone ancora di strumenti adeguati. Un presidio puntuale e interattivo del web consentirebbe alle organizzazioni non profit di sfruttare al meglio questo canale anche in funzione della raccolta fondi».

In questo scenario si fa spazio il crowdfunding, modalità di raccolta fondi che implica il coinvolgimento di un largo numero di persone che donano online a sostegno di un progetto. A riscontro di ciò la ricerca evidenzia che durante il 2014 il 28% degli internauti, che hanno donato per un progetto di solidarietà, ha anche partecipato a una campagna di crowdfunding. Le modalità di pagamento utilizzate sono varie e diversificate, ma dall’analisi dei dati emerge che l’uso di internet è quello con il futuro più promettente. Internet infatti è percepito come il canale più comodo per pagare, doppiando i metodi tradizionali come il bonifico bancario o il bollettino postale. Internet è considerato “molto facile e comodo” per 51% degli intervistati e solo per il 4% lo ritiene scomodo. Non stupisce quindi che nell’ideale emerga come il preferito tra tutti gli strumenti.

Per conto di PayPal Italia e Rete del Dono, Duepuntozero Doxa ha condotto una ricerca quantitativa con interviste CAWI (somministrate  nel periodo 13-19 gennaio 2015) attraverso un panel di proprietà. Sono state effettuate 1.000 interviste rappresentative dei circa 20 milioni di internauti italiani di età compresa tra 18-64.

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