Digital Trends: gli 8 pilastri per una strategia marketing efficace

Il 45% dei consumatori online sarebbe disposto a vendere i propri dati e il 49% vuole collaborare con i brand. Sono solo alcune delle evidenze emerse dall’analisi targata Microsoft

di Teresa Nappi
19 marzo 2014
Digital Marketing
(foto di Depositphotos)

Si fa largo un nuovo punto di vista sul mondo digitale che invita a cambiare prospettiva partendo da due assunti: internet non è più una novità e il consumatore rappresenta la principale priorità. Due concetti importantissimi, soprattutto per i brand e per lo sviluppo delle loro strategie di marketing.

A introdurli e analizzarli con l’obiettivo di indagare i principali trend emergenti del mondo digitale, è la ricerca “Digital Trends“, condotta da Microsoft con la collaborazione di IPG Mediabrands e The Future Laboratory su un campione di 8.055 intervistati provenienti da Europa, Stati Uniti, Russia, Brasile e Cina.

L’indagine ha avuto come finalità specifica quella di analizzare le abitudini e le aspettative dei consumatori di mercati estremamente diversi, nonché il ruolo della tecnologia nella loro vita, per individuare i nuovi trend che caratterizzeranno il futuro.

In un contesto in cui la tecnologia, in effetti, è ormai parte integrante della quotidianità e l’utente è ben consapevole dei propri diritti e delle proprie esigenze, si stanno facendo strada otto trend che saranno essenziali – in futuro – per garantire l’efficacia e il successo dei brand.

  1. Valore personale: i consumatori sanno che la loro attività online è preziosa per brand e specialisti del marketing. A livello globale, il 45% dei consumatori online sarebbe disposto a vendere i propri dati al brand giusto per un prezzo adeguato, mentre il 30% sa come scambiare i propri dati in cambio di ricompense.
  2. Passione per le statistiche: oggi le persone sono affascinate dalla possibilità di misurare ogni giorno le prestazioni di mente e corpo (calorie, battito cardiaco, ore di sonno ecc). Analogamente, il 55% dei consumatori è più propenso ad acquistare un prodotto o un servizio da un brand che lo possa aiutare a capire come migliorare la propria vita.
  3. Diritto all’anonimato: i consumatori vogliono poter controllare le proprie tracce digitali. Per questo motivo il 65% degli intervistati è più propenso ad acquistare prodotti dai brand che gli consentono di gestire la privacy e che prestano attenzione a questo aspetto.
  4. Network di nicchia: sfiniti e sopraffatti dai mega-sistemi, i consumatori si stanno indirizzando sempre più verso network più piccoli, localizzati e su misura, in grado di soddisfare le loro esigenze online. I brand devono mettere in comunicazione i clienti tramite le loro esigenze specifiche, che i consumatori trovano in questi network. Il 41% degli intervistati usa social network specializzati, preferendo questo tipo di esperienza ai servizi generalisti. Il 53% dei rispondenti, inoltre, è più propenso a interagire con un brand che sia realmente legato ai i propri interessi e alle proprie esigenze.
  5. La cultura del creare: gli utenti – e in particolare i consumatori più giovani – prediligono le nuove esperienze incentrate sul processo di creazione rispetto al semplice utilizzo. I brand devono quindi adottare un atteggiamento di apertura e invitare i consumatori a collaborare, personalizzando e sperimentando con mano i loro prodotti. Il 49% degli intervistati si aspetta che le aziende dimostrino questa apertura, consentendo di creare un nuovo prodotto o servizio utilizzando il design e le caratteristiche originali del brand stesso.
  6. IntelligentlyON: non sempre connessi, né sempre off. In questo caso, il segreto è sapere quando, dove e come comunicare il proprio messaggio per essere ascoltati. Più della metà dei consumatori (54%) si aspetta che i brand sappiano quando è il momento giusto per comunicare.
  7. L’era della Serendipità: man mano che la loro relazione con la tecnologia evolve, i consumatori si aspettano un numero crescente di opportunità per rimanere piacevolmente sorpresi dalle tecnologie digitali. Infatti, il 61% dei consumatori è molto più propenso ad acquistare un prodotto o un servizio da un brand che sappia offrire esperienze piacevolmente sorprendenti.
  8. Potenziamento della realtà: la nuova tecnologia sta coinvolgendo tutti i nostri sensi, dando vita al mondo digitale, per cui presto i brand saranno chiamati a creare esperienze multisensoriali, sia nello spazio fisico che in quello virtuale. Il 61% degli intervistati è quindi più propenso ad acquistare da un’azienda che permette di toccare con mano i prodotti, sia in un punto vendita che su Internet. Un esempio è quello di IllumiRoom, un sistema sperimentale di Microsoft Research finalizzato ad aumentare l’area intorno allo schermo di un televisore, su pareti e pavimenti, con immagini proiettate che migliorano la tradizionale esperienza di intrattenimento tra le mura domestiche. I negozi stanno sviluppando app che utilizzano la realtà aumentata, per consentire ai consumatori di visualizzare versioni 3D degli arredi nella propria casa.

Le conclusioni di questo studio confermano l’impegno di Microsoft nell’offrire informazioni che aiutino gli esperti di marketing a sviluppare campagne pubblicitarie di successo. Andrea Contino, marketing manager Trade di Microsoft Italia ha così commentato le evidenze emerse dallo studio: «Oggi stimolare la creatività significa conoscere le più recenti tecnologie e utilizzarle per creare esperienze sempre più sorprendenti e coinvolgenti. I consumatori rappresentano la priorità e l’elemento centrale della nostra strategia: parliamo di consumatori che sono consapevoli della propria importanza e che considerano le innovazioni in marketing e pubblicità un importante valore per il brand».

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