Dai Big Data, un dividendo di 1600 miliardi di dollari nei prossimi 4 anni

Una ricerca di IDC per Microsoft mette in luce la relazione tra competitività e investimento nella leva dei dati. Le aziende che adotteranno un approccio “olistico” possono realizzare un ROI ulteriore fino al 60%

di Teresa Nappi
19 giugno 2014
Big Data - Generica
(Foto di Depositphotos)

I dati, è ormai risaputo, sono ormai un vero e proprio capitale. Le aziende lungimiranti che hanno saputo adottare strumenti di gestione e analisi dei loro Data, hanno di fatto guadagnato un vantaggio competitivo notevole.

Una recente ricerca commissionata da Microsoft ad IDC, che ha coinvolto oltre 2.000 aziende di medie e grandi dimensioni in 20 Paesi, ha infatti confermato la sempre maggiore correlazione tra maggiore competitività e decisioni di business più ragionate guidate da soluzioni di Big Data e Business Analytics e ha inoltre stimato che, adottando un approccio olistico ai dati, le organizzazioni potrebbero realizzare un ulteriore ROI del 60% sui propri data asset, capitalizzando a livello globale un “data dividend” di circa 1.600 miliardi di dollari, in termini di incremento di fatturato, riduzione dei costi e miglioramento della produttività, nell’arco dei prossimi quattro anni.

Le aziende pubbliche e private in grado di raggiungere risultati migliori, sono infatti quelle che fanno affidamento su diversi tipi di dati provenienti da molteplici fonti, su innovativi analytics e metriche e su un maggiore accesso a soluzioni Big Data e analytics da parte di più utenti e che investono in tecnologia in grado di abilitare la consultazione di dati aggiornati e l’elaborazione in tempo reale.

Le principali evidenze emerse dalla ricerca sono state esplicitate in un’infografica che proponiamo di seguito:

Proprio sulla scorta di quanto emerso e dell’esigenza sempre più pressante di snellire e accelerare i processi di BI e di processo dei Data, Microsoft ha presentato stamattina il nuovo SQL Server 2014 e nuove soluzioni per una Business Intelligence sempre più olistica e pervasiva, confermando il proprio impegno per offrire un’efficace piattaforma per l’elaborazione e l’analisi dei dati in linea con gli attuali trend dei Big Data e dell’Internet of Things.

La nuova versione di SQL Server rappresenta una piattaforma dati ibrida che fa leva su tecnologie in-memory per garantire la gestione e l’analisi di enormi quantità di dati eterogenei in tempo reale e consente ad aziende di qualsiasi settore e dimensione di progettare e sviluppare in modo semplice e accessibile applicazioni mission-critical, soluzioni Big Data e strumenti di BI on premise o sulla cloud.

Tra i nuovi servizio di cui si arricchisce la piattaforma è da annoverare Microsoft Azure Machine Learning, nuovo tool di Azure – disponibile in public preview a partire da luglio – pensato per aiutare le aziende a creare soluzioni di analisi predittive guidate dai dati.

Con SQL Server 2014 Microsoft consolida la propria visione per una BI olistica nell’era dell’Internet of Things, in cui qualsiasi interazione tra persone e oggetti genera dati in quantità e a velocità esponenziali e solo trasformandoli in informazioni con un approccio integrato è possibile produrre valore.

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