La pandemia di Coronavirus e i cambiamenti dei comportamenti online

Comscore analizza come la pandemia del Coronavirus stia influenzando il comportamento dei consumatori online in Europa

di Cosimo Vestito
23 marzo 2020
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Fabrizio Angelini

comScore ha diffuso un’analisi su come la pandemia del Coronavirus abbia influenzato il comportamento dei consumatori online in Europa. In particolare, la ricerca ha studiato cinque aree: i siti di notizie, social network, i settore dei viaggi, degli eventi e della rivendita di beni alimentari.

Il numero totale di visite a siti generalisti di News (definiti come siti Web o le app che forniscono notizie su vari argomenti riguardanti questioni nazionali e internazionali, presentando gli avvenimenti più importanti del momento) fornisce un’idea chiara di quando e quanto velocemente la pandemia è riuscita a monopolizzare l’attenzione dell’opinione pubblica.

In tutti e cinque i paesi europei esaminati, le visite a siti di General News sono rimaste sostanzialmente stabili fino alla settimana del 10-16 febbraio. Tuttavia nella settimana 17-23 febbraio, gli andamenti si sono profondamente modificati in Italia che ha cominciato ad essere il centro della pandemia europea in quel momento. Negli altri paesi europei, l’interesse è aumentato gradualmente e poi è esploso nella settimana 9-15 marzo. Rispetto la prima settimana dell’anno 2020, il numero di visite sui siti di General News è aumentato del +50% in Francia, +29% in Germania, +142% in Italia, +74% in Spagna e +44% nel Regno Unito.

Siti generalisti di news

Social Network

Così come i siti di General News anche i social media hanno cominciato a dedicare attenzione all’epidemia, in particolare durante il periodo dal 17 febbraio al 15 marzo. Nel dettaglio, il numero di visite è aumentato del +14% in Francia, +11% in Germania, +30% in Italia, +55% in Spagna e +18% nel Regno Unito.

Social Network

Fabrizio Angelini, CEO di Sensemakers che rappresenta in esclusiva Comscore in Italia, commenta: ”I nostri dati mostrano essenzialmente due dinamiche principali. La prima è che l’esplosione dell’epidemia di COVID-19 in Italia non ha generato un aumento immediato del consumo di news negli altri paesi europei. In questi ultimi infatti la fruizione delle news si è impennata solo quando si sono registrati i primi casi nazionali di contagio a indicare che probabilmente il rischio di espansione di una pandemia globale è stato inizialmente sottovalutato. La seconda è che il consumo di notizie sui siti degli editori è aumentato in misura maggiore rispetto ai social network in tutti i paesi europei. Segno che quando le persone sono alla ricerca di informazioni su argomenti sensibili in tutta Europa tendono ad affidarsi maggiormente a fonti autorevoli e pienamente affidabili”.

Travel

La pandemia sta danneggiando una parte dell’economia; tra le industrie più gravemente colpite c’è il Travel. Come si evince dalla tabella seguente, dalla fine di gennaio il traffico verso i siti del Travel Online è in calo. Infatti, rispetto alla prima settimana di Gennaio 2020, le visite ai siti del Travel Online sono diminuite del -7% in Francia, -36% in Germania, -67% in Italia, -18% in Spagna e -23% nel Regno Unito.

Travel

Eventi

Come il settore del Travel, anche quello del Ticketing Online ha subito una battuta d’arresto già ai primi di Febbraio, quando l’epidemia è cominciata a comparire in Europa. Confrontando le visite ai siti Web o App di Ticketing Online della settimana 17-23 febbraio con quelle della settimana 9-15 marzo, si nota un calo del -47% in Francia, -12% in Germania, -52% in Italia, -55% in Spagna e -26% nel Regno Unito.

Eventi

Food Retail

Anche il settore del Food è stato chiaramente influenzato, sebbene non in modo omogeneo in tutto il continente. I primi segnali sono visibili già nella settimana del 17-23 febbraio, tuttavia in modo diverso da paese a paese. In particolare, nelle quattro settimane che vanno dal 17 febbraio al 15 marzo, il traffico verso siti Web o App del Food Retail è aumentato del +1% in Francia, +20% in Germania, +39% in Italia e +13% nel Regno Unito. Ad eccezione della Spagna, dove, nello stesso periodo, il numero di visite è diminuito del -12%.

Food Retail

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