Censis e Klaus Davi presentano il report Valori degli italiani

Lo studio sulla sulla reputazione di aziende ed istituzioni ha un particolare focus si spot e social network

di Cristina Oliva
29 maggio 2015
censis

Il Censis in collaborazione con l’agenzia di comunicazione di impresa Klaus Davi &Co srl ha dato vita al primo report sulla reputazione di aziende ed istituzioni italiane dal titolo i “Valori degli italiani”, con particolare focus sui social network e gli spot.

Il monitoraggio, come prima tappa, analizzarà la reputazione delle Regioni, un’istituzione nell’occhio del ciclone per vicende legate a scandali di varia natura. Si cercherà di capire se la crisi della credibilita di questi enti sia irreversibile oppure se esistano margini di recupero. Questo primo report è stato presentato il 28 maggio alla sede del Censis con l’intervento di Sergio Chiamparino presidente della Conferenza Stato Regioni.

Lo studio mostra come la reputazione delle istituzioni regionale negli ultimi venti anni ha subito un tracollo di credibilità, con un calo di 13 punti percentuali negli ultimi cinque anni: nel 2009, il 34% degli italiani era “abbastanza fiducioso”, oggi solo il 21% continua a dichiararlo. In diminuzione anche il grado di fiducia nei confronti del Parlamento (- 9 punti %). In 15 anni, dal 1995 al 2010, le Regioni hanno perso il 17% di votanti, passando dall’81 al 64%, è il tonfo più clamoroso della politica degli ultimi 20 anni, basti pensare che l’elettorato delle elezioni Parlamentari è calato nello stesso periodo “solo” dell’11%, dall’ 86 al 75%. Il 40% degli intervistati dichiara di non sentirsi affatto rappresentato (4 in una scala da 1 a 10) con picchi del 50% quando si parla di “rappresentanza delle proprie idee”. Eppure le identità regionali non sono sparite, il 21,3% degli italiani si sente “cittadino” della sua regione, anche se con grandi differenze locali.

Altre tappe saranno le analisi dell’andamento della reputazione delle istituzioni bancarie, dell’industria della moda, del mondo del food, con particolare occhio all’EXPO 2015, delle questioni ambientali, ma anche della pubblicità.

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