Ecco perché serve una app per mantenere il proprio pubblico

Il tempo speso sulle applicazioni mobile e la sua qualità sono maggiori rispetto al web. Per questo è importante intraprendere azioni di marketing adeguate laddove è presente l’audience

di Alberto Mari, VP Italy & SE Europe, Applicaster
18 settembre 2018
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Negli ultimi anni abbiamo assistito a una forte accelerazione del content marketing: sempre più realtà hanno scelto di puntare sui contenuti perché si sono dimostrati uno degli strumenti più efficaci per attrarre l’attenzione dei consumatori. Gli editori non sono più i depositari esclusivi della produzione editoriale, ma mantengono ancora un asset importante nelle proprie mani: l’audience. Almeno per ora, perché la partita sul controllo dell’audience è ancora aperta ed è estremamente importante.

Dov’é l’audience?

Soprattutto mobile, molto social, di preferenza sui video e quasi sempre in app: secondo l’analisi di Flurry il pubblico passa la maggior parte del tempo all’interno delle app sul proprio smartphone: 92%, rispetto al 8% del mobile web. I social sono ovviamente importanti, ma incidono per circa un terzo del tempo totale. I restanti due terzi si dividono tra intrattenimento, news, giochi, shopping, meteo, sport e attività di servizio. Le opportunità di entrare in contatto con quest’audience quindi non mancano, ma bisogna farlo là dove l’audience spende buona parte del proprio tempo.

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Una ricerca di App Annie riporta che in media un’app mobile registra 7 volte il tempo speso rispetto all’equivalente web. Le app creano engagement e non solo nell’audience giovane: in Regno Unito, il target 25-44 passa l’85% del proprio tempo mobile all’interno di app. Ma quali sono e quante sono le app mediamente utilizzate? È opinione abbastanza diffusa che al di là degli over-the-top (Facebook, Google, Amazon), rimanga poco spazio per altre app. In realtà, sempre secondo App Annie, in media gli utenti installano 70-100 app, per usarne almeno 30-40. Questo dimostra che c’è spazio per competere contro i grandi, purché ovviamente vengano intraprese azioni di marketing adeguate.

Quantità e qualità

Se il tempo speso in app è decisamente maggiore rispetto al web, anche la qualità di questo tempo si dimostra di gran lunga superiore. Grazie a una maggiore fidelizzazione e a un’esperienza di navigazione decisamente migliore, le possibilità di interazione aumentano considerevolmente.

Secondo il Mobile Engagement Report di Apptentive, i tassi di risposta a un questionario in app sono in media del 13%, rispetto a una media mobile web che si attesta tra l’1% e al massimo il 3%. Allo stesso tempo Criteo conferma che la probabilità di una conversione è tre volte superiore in app rispetto al mobile web.

Di chi è l’audience?

L’audience appartiene a qualcuno? Assolutamente sì, è in questo spazio si gioca una partita importante tra editori da una parte e piattaforme (Google, Facebook, Amazon) dall’altra. Sagi Shrieber definisce l’audience come l’insieme delle persone che:

  • Dopo aver trovato i tuoi contenuti la prima volta, vi ritorna intenzionalmente.
  • Cerca in modo attivo i contenuti prodotti da te.
  • Solitamente si abbona ai nuovi contenuti mediante meccanismi di notifica push.

Non sono la tua audience – o per lo meno non sono la tua core audience – gli utenti provenienti dai motori di ricerca o i follower sui social. Si tratta di consumatori occasionali su cui non hai alcun controllo. Gli algoritmi della piattaforma, la competizione di altri produttori di contenuti, le abitudini di consumo e le interazioni con gli amici sono tutti elementi che influenzano il comportamento di questo pubblico e possono arrivare ad azzerare la visibilità dei tuoi contenuti.

La tua audience, invece, entra in contatto diretto con te: lasciando i propri dati e creando una relazione duratura, un abbonamento. Potrebbe essere l’iscrizione alla newsletter o il download della tua app, questa relazione consente di veicolare direttamente i nuovi contenuti ai tuoi abbonati senza dover sottostare a piattaforme terze di distribuzione.

Sono i veri fan. E la buona notizia è che non servono numeri enormi: se la relazione è diretta e i veri fan hanno un engagement elevato, il loro valore è molto più alto, come afferma Kevin Kelly: “A true fan is defined as a fan that will buy anything you produce”.

Tre step per riprendere il controllo dell’audience

  1. Contattare la tua audience dove passa la maggior parte del tempo: un’app è lo spazio migliore dove interagire con la tua audience. Rendere l’esperienza utente straordinaria: perché passare da 2 a 5 stelle nelle recensioni aumenta il tasso di conversione del 570% (Apptentive).
  2. Sviluppare l’audience: così non si sarà più in balia di algoritmi e logiche commerciali delle piattaforme. L’investimento iniziale sarà ripagato dai tassi di engagement più elevati e serviranno numeri molto inferiori perché il modello sia sostenibile.
  3. Mantenere alto l’engagement: comunicare con il pubblico e usare le notifiche push in modo frequente e mirato. Solo così si potrà incrementare la retention fino all’820% (Urban Airship).

 


 

Applicaster è la piattaforma SaaS leader per la creazione di app su mobile e smart tv in ambito media & entertainment.

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