Amazon, Audi e Mercedes sono i brand più rilevanti in Italia. Lo dice Havas Group

La ricerca Meaningful Brands evidenzia che il 90% dei consumatori si aspetta che i marchi creino dei contenuti, ma il 58% del contenuto creato è considerato irrilevante

di Caterina Varpi
01 aprile 2019
Meaningful-Brands_2019

Per potere emergere dalla moltitudine di messaggi a cui ogni giorno le persone sono esposte, i brand devono essere rilevanti e lo possono fare creando contenuti personalizzati in relazione al contesto in cui sono inseriti e che soddisfino le aspettative dei consumatori. Il 90% dei consumatori si aspetta infatti che i brand creino dei contenuti, ma il 58% del contenuto creato è considerato irrilevante. C’è una correlazione del 72% tra l’efficacia del contenuto e l’impatto di un brand sul benessere personale.

Queste sono alcuni dei risultati emersi da Meaningful Brands, ricerca proprietaria di Havas Group che fornisce insight per far scattare le giuste connessioni tra persone e brand. Nella sua settima edizione ha analizzato 1.800 brand in 31 paesi ascoltando 350mila individui, mettendo in relazione i risultati dei brand e la loro incidenza sulla qualità della vita e il benessere delle persone.

Google, Swarovski e Ferrero tra i primi 10 meaningul brand

Tra i dati più sorprendenti di questa edizione emerge, inoltre, che se oltre il 77% dei marchi a livello globale sparisse, non lascerebbe alcun segno nella vita dei consumatori, un incremento di 3 punti rispetto all’ultima edizione del 2017; un trend che sembra destinato a crescere. A sottolineare l’importanza di essere meaningful, il 73% degli italiani si aspetta che i brand siano attivamente coinvolti nella soluzione di problemi sociali ed ambientali.

Dall’analisi della ricerca sul territorio italiano, emerge che anche l’impatto di un brand sul benessere personale contribuisce in modo decisivo alla sua rilevanza; tra i tre settori considerati più gratificanti per il consumatore troviamo i servizi di e-commerce e e-finance, oltre alle auto di lusso e gli snack, a cui appartengono la maggior parte dei primi 10 meaningul brand individuati: Amazon, Audi, Mercedes-Benz, Paypal, BMW, Swarovski, Kinder, Google, Ferrero, Nutella. Da un confronto tra i dati rilevati sul target adulti e Millenial emerge tra l’altro che la top 10, sebbene con qualche variazione nell’ordine dei brand, non cambia nella sua composizione, dimostrando che i marchi veramente forti non hanno confini generazionali.

Il 90% dei consumatori intervistati, sia a livello globale sia a livello locale, si aspetta che i brand creino dei contenuti, ma il 58% del contenuto creato è considerato irrilevante. La qualità del contenuto è imprescindibile: Meaningful Brands 2019 rivela una correlazione del 72% tra l’efficacia del contenuto e l’impatto di un brand sul benessere personale. Maggiore è l’impatto nel contribuire al nostro benessere, più i brand diventano rilevanti e, dunque, irrinunciabili.

I marchi più meaningful hanno dimostrato negli anni di godere anche di una maggiore crescita del proprio valore nella quotazione nel mercato azionario. La meaningfulness difatti ha un impatto più marcato sulle metriche correlate alle performance di business, come ad esempio l’intention to buy e advocacy: ad un aumento del 10% in termini di meaningful brand index corrisponde un aumento dell’11% dell’intenzione di acquisto e, addirittura, un +13% della disponibilità ad accettare un premium price.

Stefano Spadini, Ceo Havas Group Media, commenta: “La ricerca Meaningful Brands, insieme alla capacità di individuare i Meaningful Media e al concetto di MX (Media Experience), si inserisce in un approccio su cui il Gruppo sta sempre più investendo per fare la differenza: connection, contest e content sono le aree nelle quali si articola. Aiutiamo i brand ad essere rilevanti ridefinendo il ruolo dei media, passando dal media planning alla media experience, ovvero provando a trasformare ogni singola occasione di contatto in esperienze che creino un legame di fiducia, che siano coinvolgenti e influenti. Ciò è possibile anche grazie alla capacità di poter utilizzare al meglio le potenzialità del gruppo Vivendi del quale facciamo parte. Siamo convinti sia la direzione giusta per affrontare le sfide della comunicazione in un contesto dove i messaggi pubblicitari corrono il rischio di essere vissuti come un rumore di sottofondo.”

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