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20/01/2020
di Alessandra La Rosa

Brand safety, per il 77% dei professionisti digital è ancora una grande priorità

Secondo un sondaggio di IAB Europe, per il 57% la sicurezza dei brand è ancora più importante che in passato, a causa di una maggiore comprensione e conoscenza della problematica

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Quello della brand safety, insieme alla privacy, è ancora un tema caldo del mondo della pubblicità online. Lo rivela un sondaggio di IAB Europe, secondo cui il 77% dei professionisti della digital adv è convinto che la sicurezza dei brand sia ancora una grande priorità. Il Brand Safety Poll dell'associazione rivela anche che per il 57% la brand safety è ancora più in cima ai pensieri rispetto agli anni passati (quando pure erano scoppiati casi eclatanti come quello di YouTube), a causa di una maggiore comprensione e conoscenza della problematica. Le aziende infatti oggi più che mai si informano su dove i loro annunci vengono visualizzati, e stanno anche diventando più consapevoli e severi nelle loro pianificazioni media, sottolineando l'importanza per il mercato di promuovere ambienti sicuri. iab-europe-brand-safety Tra le metodologie più utilizzate nel mercato per combattere i timori sulla brand safety, i principali risultano essere ancora blacklist e targeting per parole chiave, rispettivamente utilizzati dal 93,8% e dal 91% dei rispondenti. Seguono le whitelist all'87,8% e l'adozione di partner di verifica all'83,9%. In occasione del rilascio dei risultati del sondaggio, IAB Europe ha anche presentato il white paper "IAB Europe Navigator: Quality in Digital Advertising", un documento dedicato ad aziende e agenzie in cui si descrivono le varie iniziative nazionali per promuovere la qualità degli spazi adv: dallo IAB UK Gold Standard allo IAB Quality Index italiano, dal Digital Ad Trust in Francia al BVDW Digital Trust Initiative tedesco, fino alle guideline messe a punto in altri Paesi come Finlandia, Spagna e Svezia. «I brand hanno paura del danno a livello di reputazione che può venire da ambienti pubblicitari non sicuri, e si aspettano più informazioni su dove i loro annunci vengono erogati e accanto a che tipo di contenuti - commenta Townsend Feehan, CEO di IAB Europe -. Questa crescente sofisticazione e partecipazione nel settore sta creando un'attiva pressione al cambiamento, da cui trarrà beneficio l'intero sistema».

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