Vine compie un anno. Febbraio (Ebuzzing): «Nuova frontiera del video advertising»

L’app di Twitter che consente di realizzare brevi filmati conquista consensi tra gli utenti italiani, ma anche tra i brand, che possono sfruttare il trend in chiave pubblicitaria

di engage
24 gennaio 2014
Schermata-Vine

Vine, l’applicazione di Twitter che consente di realizzare brevi filmati, compie oggi un anno.

L’applicazione, fondata da Dom Hofmann, Rus Yusupov e Colin Kroll nel giugno 2012 e acquisita dal social network di San Francisco a ottobre dello stesso anno, venne resa disponibile al pubblico il 24 gennaio 2013. L’app celebra la ricorrenza con una raccolta delle migliori clip realizzate dagli utenti in questi 365 giorni.

C’è anche una selezione tutta italiana, creata da Jovanotti, Nicola Savino, Frank  Matano, Asia Argento e Max Gazzè. Vine, infatti, sta iniziando a piacere anche agli utenti italiani. Da poco è stata rilasciata anche la versione web e il numero degli utenti è in crescita, trainato dalla crescente popolarità di questo strumento tra le star della tv, dello sport e del cinema, che sempre di più usano l’applicazione per promuoversi. Lo stesso si può dire per i brand, che guardano ai filmati di 6 secondi (poi saliti a 6,5) come un buon mezzo per fare pubblicità i propri prodotti.

«Vine è uno strumento strabiliante e forse l’acquisizione più “azzeccata” di Twitter» commenta Andrea Febbraio, vp sales Europe & co-founder di Ebuzzing, azienda internazionale leader nel settore del video advertising.

Andrea Febbraio

La società è stata una delle prime a puntare su questo strumento in chiave pubblicitaria. Dallo scorso luglio, attraverso Ebuzzing gli advertiser possono pianificare e distribuire su oltre 20,000 blog, siti e premium publisher, anche i video di Vine (e instagram), oltre agli spot tradizionali.

Una soluzione che attira: Vine e Video per Instagram, spiega Febbraio, stanno infatti destando notevole curiosità in chi si occupa di marketing online.

«Il successo di Twitter – afferma Febbraio – ha provato che mettere delle limitazioni ad un media fa in modo che la creatività esploda: gli iconici 140 caratteri dei tweet hanno infatti portato gli utenti ad inventare un vero è proprio innovativo codice di comunicazione, fatto di hashtag, abbreviazione e shortlink. La scommessa di Vine va esattamente nella stessa direzione».

In molti sostengono che un branded content ha bisogno di tempo per raccontare una storia accattivante e che i canonici 30 secondi non sono sufficienti. «Un falso mito – afferma Febbraio -. I vines sono infatti limitati a 6 secondi ma questo non ha impedito l’esplosizione di una contagiosa creatività. Basta pensare ai lavori nel campo della moda di “Vine Makers” di grido, come Meagan Cignoli. Il matrimonio Twitter e Vine ha generato un incredibile engagement, basta confrontare i like e rewine dei video diffusi tramite Vine rispetto a quelli postati su YouTube: non c’è partita».

Vine, inoltre, è progettato per essere mobile. «Presto Vine sarà la nuova frontiera del video mobile advertising, ed noi di Ebuzzing siamo ben posizionati per cavalcare questo Tzunami che stravolgerà il modo di comunicare».

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