Mobile, le app “uccidono” la navigazione web. Solo il 14% del tempo è speso sui browser

Un’analisi Flurry dimostra che l’86% del tempo trascorso sui dispositivi mobili è infatti app delle applicazioni. In testa i giochi, e a seguire social network e servizi per chattare e inviare messaggi

di Simone Freddi
14 aprile 2014
Mobile-generica

The web is dead“: sentenziava così, circa tre anni fa, l’allora direttore Chris Anderson sulla copertina di Wired. La tesi di fondo del saggista era che, vent’anni dopo la sua invenzione, il World Wide Web era destinato al declino a favore di sistemi più immediati e diretti di fruzione di contenuti via internet, come le applicazioni.

Ebbene: una ricerca appena pubblicata conferma sostanzialmente questa previsione. Almeno su mobile.

Secondo lo studio, condotto su base USA dagli analisty di Flurry, il “mobile web” sta diventando marginale: la navigazione online da smartphone e tablet attraverso gli appositi programmi browser è ormai ridotta a nient’altro che ‘app tra le app’: la quasi totalità del tempo trascorso sui dispositivi mobili è infatti appannaggio delle applicazioni, in testa i giochi e a seguire social network e servizi per chattare e inviare messaggi.

La ricerca, relativa al primo trimestre 2014, mostra che l’86% del tempo che gli americani trascorrono su dispositivi mobili – ovvero due ore e 19 al giorno – è sulle app, mentre appena 22 minuti sono spesi sul mobile web tramite browser.

In cima alle App più popolari per Flurry non ci sono quelle dei social o delle news, ma i giochi. Quelle ludiche, infatti, rappresentano il 32% di tutto il tempo trascorso su dispositivi mobili. Al secondo posto si piazza il re dei social, Facebook (Instagram compreso, ma nella ricerca non compare WhatsApp acquistato da poco da Mark Zuckerberg), con il 17%, e al terzo le altre app di social network e per i messaggi (11%, di cui solo l’1,5% Twitter).

Applicazioni come Pinterest, Snapchat e Spotify, per gli analisti, sono sulla cresta dell’onda, con una platea crescente di utilizzatori, tanto che singolarmente rappresentano dall’uno al 2% di tutto il tempo passato sui dispositivi. Le app relative ai browser mobili, da Safari a Opera Mini, invece, impiegano solo il 14% di tutto il tempo che viene passato su smartphone e tablet, in netta discesa rispetto al 20% dell’anno scorso.

Quanto alle entrate pubblicitarie, secondo eMarketer, Facebook nel 2013 ha raccolto il 17,5% di tutti i ricavi verso piattaforme mobili, mentre Google – comprendendo tutte le sue app tipo YouTube – circa la metà: il 49,3%. Secondo gli analisti le inserzioni sulle applicazioni nei prossimi anni cresceranno ancora e fra tre anni supereranno quelle per il web.

Infine, che i giochi siano le app più gettonate dipende anche dal fatto che sono fra quelle in generale più scaricate dai vari negozi virtuali a livello globale, dall’App Store di Apple (40,6% di tutti i download) a quello di Amazon (61,3%) o al Google Play (41,2%), secondo dati Distimo relativi a febbraio 2014. Tuttavia per coinvolgere nel lungo periodo gli utenti, i giochi devono essere qualcosa di più che una moda fulminea: Secondo la società di ricerca Swrve, infatti, la maggior parte (66%) di chi gioca ad un’app ludica gratuita la abbandona dopo appena un giorno.

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