IAB Seminar / La pubblicità sugli smartphone varrà 300 milioni di euro nel 2014

La stima, formulata da Politecnico e IAB Italia, prevede una crescita annua del 49% sui 204 milioni calcolati per il 2013. A fine anno l’adv sui telefonini rappresenterà il 14% del digital e il 5% del totale media.

di Simone Freddi
01 luglio 2014
Marta Valsecchi
Marta Valsecchi

I dati presentati da Audiweb stamattina allo IAB Seminar hanno definitivamente dimostrato che l’utente è mobile. Ma il mercato pubblicitario segue questo trend?

In parte, sì. Dopo che per anni si è parlato di mobile advertising solo in riferimento alle sue potenzialità, dal 2013 l’accelerazione c’è stata, e anche decisa.

Marta Valsecchi, responsabile della Ricerca dell’Osservatorio Mobile Marketing and Service del Politecnico di Milano, nel corso del suo speech all’evento organizzato da IAB Italia ha ribadito i dati presentati a gennaio dall’istituto, con la stima che fissava a 204 milioni il valore complessivo dell’advertising su smartphone nel 2013, comprensivo di display, search, social e messaggistica, prima di presentare la nuova stima del mercato per il 2014, realizzata a quattro mani da Politecnico e IAB Italia:

La crescita, secondo questa previsione, sarà di nuovo molto sostenuta: +49%, e porterà l’adv su smartphone a quota 300 milioni di euro.

«Non si tratta più di numeri trascurabili» ha fatto notare Marta Valsecchi, sottolineando come dal 2012 al 2014 «la quota degli smartphone sul totale internet è passata quindi dal 5% al 14%, mentre la percentuale sul totale dei mezzi è balza dall’1% al 5%».

Nonostante la forte crescita di quest’ultimo biennio, ci sono ancora moltissimi margini. Nel rapporto con il mobile, ha spiegato la ricercatrice, le aziende si possono dividere sostanzialmente in 3 cluster:

Il profilo più maturo è quello tipico delle imprese nate nel mondo digital, che da tempo hanno integrato il mobile nelle loro loro strategie, con investimenti elevati e obiettivi di performance; poi ci sono i big spender del mondo tradizionale, i cui investimenti sul mezzo stanno diventando continuativi, ma sono ancora ridotti; infine, le aziende espressione di mondi tradizionalmente lontani dal mobile, che non hanno ancora approcciato il mezzo o lo hanno fatto solo con budget residuali.

«In sostanza,  da un lato il mercato è in forte crescita con dinamiche positive, dall’altro le opportunità ancora da esplorare sono ben più ampie di quanto non sia già stato fatto», ha commentato Marta Valsecchi, che alle imprese suggerisce di adottare, rispetto al mobile, una prospettiva strategica. Questi alcuni punti chiave di un corretto approccio al mezzo citati dalla ricercatrice.

  • Non considerare il mobile un canale residuale.
  • Segmentazione dei clienti e mappatura del customer journey.
  • Mobile: smartphone vs tablet
  • Strategia di mobile asset legata a processi aziendali
  • Valozzarazione delle peculiarità del mobile, ma capirne anche i limiti e valorizzare le meccaniche cross-canale
  • Considerare il mobile un touch point bidirezionale
  • Misurare in maniera consapevole, non solo con indicatori puntuali
  • Approccio learning by doing e sperimentazione consapevole.

Per raggiungere l’obiettivo della completa maturazione del mercato, secondo Marta Valsecchi, altrettanto cruciale sarà l’apporto della filiera degli operatori, che in particolare devono mettere a disposizione del mercato una varietà di formati in grado di esprimere tutto il potenziale creativo del mezzo (incluso video, rich media e native), sviluppare le possibilità di audience targeting (la parola chiave è “programmatic”), implementare nuove e più precise metodologie di misurazione dei risultati per aiutare le aziende ad avere piena consapevolezza delle loro azioni.

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