WhatsApp, la pubblicità non è più tabù. Facebook pensa ad aprire l’app alle aziende

David Wehner, chief financial officer di Facebook, ha ammesso che il social network sta pensando di permettere ai brand di usare WhatsApp, che si appresta a raggiungere il miliardo di utenti, per comunicare con i propri clienti. Il riferimento potrebbero essere gli account aziendali di Line e WeChat

di Simone Freddi
20 maggio 2015
Whatsapp-repubblica.it-news

“Pubblicità” su WhatsApp? Nonostante le smentite di rito, la questione non era “se”, ma “quando”, e in secondo battuta, “come”. L’app di messaggistica più usata al mondo si avvia a tagliare il traguardo del miliardo di utenti e Facebook (che l’ha comprata l’anno scorso per 19 miliardi di dollari) si sta apprestando a monetizzare il servizio aprendolo alle aziende.

A rompere il ghiaccio è stato David Wehner, chief financial officer di Facebook, che ieri durante un evento a Boston ha affermato che il social network potrebbe far sì che le aziende usino WhatsApp per contattare i clienti, ampliando così un’opzione (Businesses on Messenger) da poco annunciata per l’altra sua piattaforma di messaggi, Messenger.

“Pensiamo – ha detto David Wehner, come riportato da Bloomberg – che abilitare la comunicazione “business-to-consumer” ha per noi un buon potenziale. Credo che ci sarà l’opportunità di portare alcuni di questi elementi su WhatsApp” ma questo progetto, ha aggiunto il manager, “è più nel lungo periodo che a breve termine”.

Al momento, dal social network non sono arrivate ulteriori precisazioni all’affermazione del manager ma, stando a quanto detto da Weher, l’idea non sarebbe quella di aprire il servizio a forme di advertising, diversamente da quanto fatto dall’applicazione rivale Snapchat, ma piuttosto quella dei branded content, permettendo alle aziende una comunicazione “nativa” pienamente integrata nell’universo WhatsApp.

Il riferimento potrebbe essere, per rimanere nell’ambito dei servizi di messaggistica, quanto fatto con successo dalla giapponese Line, che permette agli utenti di seguire e ricevere aggiornamenti dalle aziende, e dalla cinese WeChat, che tra i punti chiave della propria strategia prevede l’integrazione nella propria piattaforma dei brand attraverso account “speciali” che consentono di diffondere contenuti al pubblico in logica 1to1.

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