WeChat Italia porta le aziende italiane su tutti i principali media di Tencent

La società guidata da Andrea Ghizzoni ora può infatti vendere e pianificare direttamente campagne pubblicitarie sulle maggiori piattaforme della internet company in tutto il mondo. Inaugurati i nuovi uffici a Milano

di Simone Freddi
12 febbraio 2016
Andrea-Ghizzoni
Andrea Ghizzoni

Comunicare con i consumatori cinesi – in Cina, ma anche in Italia – diventa più semplice grazie a WeChat Italia, la filiale italiana del colosso media Tencent guidata dal country director Andrea Ghizzoni.

Per pianificare campagne sulle properties di Tencent – che grazie ad asset come l’app di messaggistica WeChat, il portale QQ.com, il social Qzone raggiunge ogni giorno 800 milioni di utenti in Cina – non sarà più necessario rivolgersi, come avveniva finora, alle agenzie cinesi accreditate, con tutte le difficoltà operative che tutto questo comportava.

D’ora in avanti infatti, WeChat Italia (come tutte le altre filiali di Tencent all’estero) può infatti vendere e pianificare direttamente campagne pubblicitarie su tutte le piattaforme della internet company, in tutto il mondo.

La novità è stata presentata giovedì sera a Milano a una cinquantina di clienti, nel corso di un party organizzato per l’inaugurazione dei nuovi uffici della società nella business area di Porta Nuova, che sarà seguito da un altro evento, dedicato stavolta ai centri media.

Un momento dell’evento

«Abbiamo già iniziato a testare le prime campagne, con riscontri molto positivi – ci ha detto Andrea Ghizzoni -. La novità si rivolge a tutti i brand occidentali che hanno bisogno di comunicare con i consumatori cinesi, sia quelli che si trovano in Cina, sia quelli che sono in viaggio o risiedono in altri Paesi, tra cui in Italia».

«I cinesi – continua Ghizzoni – oggi sono i primi consumatori al mondo di prodotti di lusso, ma il 90% degli acquisti vengono realizzati al di fuori dei confini del Paese». Attraverso WeChat Italia, ci ha spiegato il manager, sarà possibile pianificare una campagna per esempio concentrandosi sui cinesi altospendenti tra i 20 e 40 anni che vivono a Shanghai, magari indirizzandogli una creatività finalizzata all’awareness mentre sono a casa, e poi inviargli un banner con un buono sconto mentre sono a Milano.

«Possiamo targettizare la campagna in base ai dati sociodemografici e comportamentali proprietari di Tencent, ma anche pianificare in base a liste di contatti fornite dai clienti e costruire audience lookalike», aggiunge Ghizzoni.

E non è finita qui, anche le barriere linguistiche e tecniche possono facilmente essere superate. A condividere i nuovi uffici con WeChat Italia c’è infatti WeToBusiness, società indipendente (tra i soci ci sono Retex e Class Editori) che agisce da reseller ufficiale in Italia dei prodotti Tencent e che è in grado di assistere aziende italiane interessate a utilizzare WeChat o a comunicare sui media Tencent, offrendo servizi come la progettazione di campagne, la mediazione culturale, il target profiling, la revisione dei materiali e il monitoraggio giornaliero della campagna.

(sotto, alcune immagini dell’evento di giovedì)

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